Cronaca
9 Agosto 2023
Gli indagati sono sette componenti dell'equipe medico-chirurgica, undici infermieri, un medico oculista e tre anestesisti. Gibertoni (Gruppo Misto): "Si faccia chiarezza sui ritardi nella segnalazione di quanto accaduto agli inquirenti"

Morte dopo l’operazione, oggi l’autopsia. Il caso arriva in Regione

di Davide Soattin | 3 min

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Inizieranno oggi (mercoledì 9 agosto) le operazioni autoptiche sui corpi di Gabriella Cimatti, 81enne di Forlì e della 70enne Mara Cremonini di San Pietro in Casale, nel Bolognese, entrambe decedute tra giovedì 27 e venerdì 28 luglio all’ospedale Sant’Anna di Cona, dopo essersi sottoposte a un intervento nel reparto di Clinica Chirurgica Oculistica.

Negli uffici di via Mentessi infatti, alle 12, il pm Andrea Maggioni – titolare del fascicolo di indagine aperto per duplice omicidio colposo e in cui sono stati iscritti 22 indagati – conferirà l’incarico per eseguire le autopsie al professor Giambattista Golé, medico legale dell’Asl di Torino, che dovrà far luce sui motivi che hanno portato alla morte delle due donne.

Nello specifico, il consulente della Procura dovrà indagare quali siano state le modalità e la causa del decesso e se ci sia stata una correlazione tra la morte e il comportamento dei sanitari indagati.

Dal canto suo, l’avvocato Marco Linguerri, che difende i sette componenti dell’equipe medico-chirurgica che ha svolto l’intervento, nominerà il proprio consulente, il medico legale Lorenzo Marinelli. Lo stesso farà l’avvocato Gianni Ricciuti, difensore di undici tra infermieri e Oss, affidando l’incarico al professor Mauro Martini.

A difendere un medico oculista che non era in sala operatoria al momento degli interventi, ma che era reperibile il giorno della seconda operazione, è l’avvocato Michele Ciaccia, che si avvarrà della consulenza del medico legale Alessandra Bergonzini. Mentre l’avvocato Giuseppe Moretti difenderà i 3 anestesisti.

Insieme a loro, nomineranno i propri consulenti di fiducia anche i legali che assistono le famiglie delle due vittime: Michela Stama e Jacopo Morrone di Forlì per i due figli di Gabriella Cimatti e l’avvocato Massimiliano Iovino del foro di Bologna, che rappresenterà i familiari di Mara Cremonini.

Nel mentre, il caso dell’ospedale Sant’Anna arriva in Regione, con la consigliera Giulia Gibertoni del Gruppo Misto che si è rivolta con un’interrogazione alla giunta, chiedendo di chiarire perché la segnalazione alla Procura “sia avvenuta con l’incredibile ritardo di quattro giorni e come la giunta motivi questa procedura opaca“.

A tal proposito, contestualmente a quello per omicidio colposo, è ipotizzabile che la Procura apra anche un secondo filone di indagine per omessa o ritardata comunicazione da parte del Sant’Anna. I due decessi, infatti, non sarebbero stati segnalati immediatamente all’autorità giudiziaria, tant’è che una delle salme era stata restituita ai familiari e stava per essere cremata, quando al funerale hanno fatto irruzione gli agenti della Squadra Mobile per fermare le operazioni, mentre sull’altra era stata eseguita una prima autopsia, ma non in medicina-legale.

Da qui, non è escluso, che il pm Maggioni possa fare chiarezza con una seconda inchiesta, che potrebbe però toccare figure di responsabilità nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cona che, attraverso una nota stampa, dopo aver sottolineato di aver avviato immediate verifiche interne a seguito dei due decessi, aveva fatto sapere di aver successivamente inviato la segnalazione a Procura e Ministero in data 31 luglio. Sempre nello stesso comunicato, l’AouFe aveva detto di riporre la propria fiducia nel lavoro degli inquirenti e di voler loro assicurare la massima collaborazione.

La capogruppo del Misto, inoltre, vuole conoscere “quali verifiche abbia eventualmente compiuto la dirigenza di Cona nei quattro giorni tra il primo decesso e la segnalazione in procura, se le risultanze siano state comunicate alla Regione” e come quest’ultima abbia potuto accettare un ritardo così evidente. Infine, Gibertoni vuol sapere dalla Regione se i sanitari indagati siano stati sospesi o siano ancora in attività all’interno della struttura di Cona o altrove“.

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