Spaccio in Gad, arrestato un 33enne: sorpreso mentre cedeva hashish
Un uomo di 33 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti dopo essere stato sorpreso a cedere una dose di hashish nella zona Gad
Un uomo di 33 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti dopo essere stato sorpreso a cedere una dose di hashish nella zona Gad
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Colpo di scena nel processo alla presunta mafia nigeriana, con la requisitoria del pm Roberto Ceroni – inizialmente prevista per ieri (giovedì 20 aprile) – che slitterà a inizio maggio.
Nell’ultima udienza, infatti, il collegio del tribunale – presidente Sandra Lepore con a latere i giudici Alessandra Martinelli e Andrea Migliorelli – ha accolto alcune delle eccezioni avanzate dall’avvocato Bernardino Curri, legale difensore di vari imputati, disponendo la revoca dell’acquisizione delle deposizioni fornite prima da tre testimoni.
I tre infatti, inizialmente dichiarati irreperibili, nei mesi scorsi si sono invece presentati in tribunale come persone offese in altri procedimenti a carico di Felix Tuesday (imputato nel processo per mafia, ndr) e per questo motivo, nelle prossime settimane dovranno essere rintracciati per la prossima udienza, quella del 3 maggio, in cui saranno chiamati a testimoniare davanti al collegio.
E proprio Felix Tuesday, arrestato nel 2019 perché trovato in possesso di parecchi ovuli di cocaina, ieri (giovedì 20 aprile) ha reso le proprie dichiarazioni spontanee, dopo quelle fornite nell’ultima udienza dagli altri imputati, negando qualsiasi coinvolgimento all’interno di una rete criminale organizzata.
Arrivato in Italia nel 2015 e ospitato in un campo per migranti di Brindisi, Tuesday si trasferì a Ferrara grazie alla conoscenza che stringeva con un suo amico che in città già ci abitava da tempo: “Quello che la polizia ha detto sul mio conto è vero, spacciavo. Ma lo spaccio di cui si parlava era per somme comprese tra i 5 e i 10 euro di marijuana, vendute [agli assuntori] per uso personale“.
“Io – ha aggiunto – non faccio parte di nessun gruppo (la Procura gli contesta un ruolo di spicco nel clan dei Viking, ndr). So di aver spacciato, ma non ho commesso altri crimini. Non appartengo ai Viking e non so nulla di questi gruppi. Anzi, sono sorpreso di sapere che mi associano a loro. Io non sono Viking e nemmeno Arobaga“.
Tuesday ha chiuso con alcuni chiarimenti sulla piramide gerarchica dello spaccio in città: “Nessuno spacciava droga per me. Ero solo io a venderla e lo facevo per miei interessi. La droga di cui si parla era la mia e non la vendevo per conto di altri. Non ho nemmeno mai preso o dato soldi a terzi. Quelli che guadagnavo dallo spaccio li tenevo per la mia famiglia, a dimostrazione che qualsiasi cosa fatta l’ho fatta per me. Ma ribadisco che con quei gruppi non c’entro nulla“.
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