Politica
23 Febbraio 2023
Ieri si è tenuta una nuova udienza dal gup. La consigliera: "Hanno provato a tenermi fuori, ma non ci sono riusciti"

Caso trenino. Solaroli sceglie l’abbreviato, Ferraresi si costituisce parte civile

di Davide Soattin | 2 min

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Nuova udienza del processo per il ‘caso trenino‘ ieri, mercoledì 22 febbraio, che vede imputato il consigliere comunale leghista Stefano Solaroli per il reato di istigazione alla corruzione ai danni di Anna Ferraresi, alla quale, stante le frizioni tra lei e il gruppo consiliare del quale faceva parte, aveva offerto un posto di lavoro nel trenino turistico “così ti cavo dai coglioni e non ti vedo più”.

Ieri, a questo proposito, il giudice per l’udienza preliminare Silvia Marini ha accettato la richiesta dell’attuale capogruppo del Gruppo Misto – assistita dall’avvocato Fabio Anselmo – di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario.

“Hanno provato a tenermi fuori, ma non ci sono riusciti. Io ci sarò – ha affermato Anna Ferraresi – perchè nessuno può permettersi di limitare in qualsiasi modo o forma il mio sacrosanto diritto al libero esercizio della mia attività politica e istituzionale. E quando dico nessuno, intendo proprio nessuno”.

La consigliera ha concluso: “Sono stata eletta dai cittadini che mi onoro di rappresentare. Sono fiera di poterlo fare non per sete di potere, non per convenienza, non in nome di innominabili interessi economici, ma solo nel loro esclusivo interesse. E con questo mi rivolgo a tutti. A prescindere da questo processo”.

Quanto a Solaroli invece, insieme al suo difensore, l’avvocato Carlo Bergamasco, ha scelto il rito abbreviato.

A portare alla luce il caso fu la trasmissione PiazzaPulita di La7 con la registrazione audio di una conversazione tra Solaroli e Ferraresi avvenuta il 19 novembre del 2019 nella quale il primo offrivaun posto di lavoro importante, contratto a tempo indeterminato del Comune, dipendente comunale, 1400 euro al mese, con quattordicesima” a Ferraresi, con il vincolo delle dimissioni: “Tu sai che è incompatibile con il ruolo da consigliere“.

La proposta, rifiutata da Ferraresi che in quel periodo era in rotta con il partito per via delle continue segnalazioni dei problemi rilevati dai cittadini, prevedeva un impiego nel “nuovo servizio del trenino. Serve una hostess che accolga le persone e gli spieghi come funziona – spiegava Solaroli -. A me sei venuta in mente te prima di tutto perché sei una rompicazzo, così ti cavo dai coglioni e non ti vedo più“.

Nella conversazione Stefano Solaroli tirava in ballo il sindaco Fabbri e vicesindaco Lodi: “Nicola è d’accordo, ne ho parlato con Alan e mi ha detto: se a lei va bene a me va bene“. Infine chiedeva riservatezza: “Se lo sputi fuori mi brucio io“.

Sulla questione si consumò un’accesissima battaglia politica sia fuori che dentro il Consiglio comunale: Solaroli si autosospese ma non si dimise né gli venne chiesto da giunta e maggioranza.

La prossima udienza è stata fissata per il 28 giugno.

 

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