Politica
18 Gennaio 2023
L'avvocato di Ilaria Baraldi, Luca Morassutto: “Affermazioni gravi che gettano discredito sul Corpo cui appartiene”

Spaccini e poliziotti. Tra gli imputati accusati di diffamazione anche un poliziotto

di Redazione | 3 min

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Ilaria Baraldi

In due hanno scelto il patteggiamento, uno ha optato per il rito abbreviato. E per gli altri si profila la remissione della querela dietro un congruo risarcimento.

Si è tenuta ieri mattina (lunedì 17 gennaio) davanti al gip Carlo Negri l’udienza del procedimento che vede imputate sette persone per diffamazione aggravata nei confronti della consigliera del Pd di Ferrara Ilaria Baraldi.

Tutto nasce da un intervento social a gamba tesa dell’allora deputato della Lega, ed ex segretario nazionale del sindacato di Polizia Sap, Gianni Tonelli, contro la dem. A quattro anni di distanza dalla battuta su “spaccini e poliziotti in assetto antisommossa”,

Tonelli modificò a proprio piacimento il significato di quelle parole, per scrivere – sempre su Facebook – che la consigliera “preferisce gli spacciatori ai poliziotti”.

Quanto bastava per scatenare gli appetiti dei seguaci, che si superarono in offese al di là delle decenza e, come si legge nel capo di imputazione, “trascendono la critica politica, trasmodando nella contumelia e nell’attacco diretto alla persona”.

E così ieri si sono trovato di fronte al giudice Salvatore Barca, 80 anni, di Genova (“sei una grandissima m***a. Fatti meno, c*****a”); Luca Luporini, 32 anni, di Perugia (“finché avremo m***e come questa nelle istituzioni, cosa pretendiamo?”); Gaetano Briolotta, 69 anni, di Palermo (“io ti romperei il c**o, ti faccio vedere se non hai paura della Poliza, lurida b*******a, quanto ti prendi a botta? Sei una lurida m*****a bastarda”); Francesco Porrino, 75 anni, residente nel Bergamasco (“Chiaro… gli spacciatori se la f*****o in tutti i sensi e in tutti i lati… strafatta in tutti i sensi”); Marco Berverini, 30 anni, di Mantova (“questi ragazzi devono essere manganellati”); Rosario Tassoni, 58 anni, di Catanzaro (“In galera subito questa t***a”) e Giuseppe Fontanella, 62 anni, di Milano (“impiccati che è meglio”).

La pm Barbara Cavallo ha modificato il capo d’imputazione, facendo venir meno il concorso nel reato, originariamente ipotizzato.

Due imputati – Luporini e Fontanella – hanno avanzato tramite i rispettivi legali l’intenzione di fare una richiesta risarcitoria. A fronte di scuse formali formalizzate dai due, una volta che la somma sarà devoluta, la parte offesa rimetterà la querela.

Barca, chiedendo di riconoscere la tenuità del fatto, ha chiesto di discutere la causa. La posizione di Tassoni, irreperibile al momento perché all’estero, verrà discussa alla prossima udienza.

Per Porrini e Briolotta, quest’ultimo ex poliziotto ancora in servizio all’epoca del fatto, il pubblico ministero non ha concesso il patteggiamento e li ha invitati a formulare una proposta di risarcimento.

Su Briolotta la pm ha sottolineato l’elevato grado di gravità delle frasi scritte.

Berverini, infine, ha chiesto il rito abbreviato.

Il gip Carlo Negri ha rinviato le parti al 16 maggio. Per Tonelli, anche lui accusato di diffamazione aggravata, si procede in separato giudizio, dal momento che il gip aveva inoltrato alla Camera dei deputati l’autorizzazione a procedere.

L’avvocato Luca Morassutto

Sulla “gravità di quanto affermato dall’imputato Briolotta, all’epoca poliziotto” si sofferma l’avvocato che assiste Baraldi, Luca Morassutto: “sono affermazioni che gettano discredito sul Corpo cui appartiene. Simili comportamenti non possono restare impuniti”.

E poi, in riferimento al resto degli imputati, “sono in tanti, purtroppo, che si sentono sicuri dietro uno schermo e pensano di poter offendere e minacciare impunemente una persona. Questo non può essere tollerato, anche perché tali offese e minacce vengono amplificate dalla rete creando comportamenti emulativi violenti”.

In poche parole, chi odia paga: “qualora non dovessero pervenire risarcimenti adeguati, adiremo in sede civile per ottenerli”.

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