L'avvocato soddisfatto per l'assoluzione di Nicola Minarelli: "È stata una guerra tra poveri, dove il sindaco è stato un vaso di terracotta in mezzo a delle istituzioni che avevano la massima competenza"
Incendio al poligono. Anselmo: “Processo iniziato nei confronti dell’imputato sbagliato”
Nemmeno la pioggia insistente ha fermato l’Antica Fiera di Portomaggiore, inaugurata nel pomeriggio di venerdì 18 settembre alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale
Lotta tra la vita e la morte un uomo di 83 anni che, nel primo pomeriggio di venerdì 18 settembre, è rimasto gravemente ferito dopo essere stato travolto dal proprio trattore
Furti di rame sulle linee elettriche, disalimentazioni prolungate e conseguenze anche sulla produzione industriale. È questo il quadro affrontato mercoledì 16 settembre in Prefettura a Ferrara, dove si è riunito il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica
È stato denunciato in stato di libertà dagli agenti delle volanti della Polizia di Stato per danneggiamento aggravato un uomo che ha dato in escandescenza all'interno di un ambulatorio del pronto soccorso di Ferrara
Stava urinando in corso Porta Reno quando è stato avvicinato dai Carabinieri, ma invece di collaborare ha reagito violentemente, scagliandosi contro i militari e, successivamente, contro gli agenti della Polizia di Stato intervenuti in supporto
“È stato un processo che è iniziato nei confronti dell’imputato sbagliato“. È questa la lettura di Fabio Anselmo, legale difensore, insieme a Carlotta Gaiani e Bernardo Gentile, di Nicola Minarelli, l’exsindaco assolto per l’esplosione del poligono di Portomaggiore, avvenuta il 10 gennaio 2016, e che costò la vita a tre persone.
L’avvocato si spiega meglio: “Posso esprimere solidarietà e dispiacere per i morti, ma non è colpa nostra se l’azione penale è stata esercitata nei confronti della persona sbagliata. È stata una guerra tra poveri, dove il sindaco è stato, in fin dei conti, un vaso di terracotta in mezzo a delle istituzioni che avevano la massima competenza”.
Per affermare ciò, Anselmo riprende la testimonianza resa da Antonio Sbordone, ex questore di Ferraraquando, sentito in udienza lo scorso luglio, alle “nostre domande – racconta il legale – disse «era competenza nostra controllare, non mi spiego perché non sia stato fatto».Mi chiedo, quindi, il sindaco, poveretto, che responsabilità abbia“.
L’avvocato prosegue: “Abbiamo anche identificato un tema non irrilevante, che è quello del nesso causale, ossia che quelle norme non avrebbero garantito l’evitabilità dell’esplosione perché si usavano dei calibri che erano vietati nel modello nobile di riferimento che era il tiro a segno nazionale“.
E fa un esempio tristemente attuale: “Si sparava con i kalashnikov che avevano gli stessi calibri che vengono usati dai militati russi nella guerra in Ucraina. Noi lo abbiamo accertato e non mi si può dire che siano calibri depotenziati perchè non credo che i militari russi usino calibri depotenziati contro gli ucraini”.
“Si sparava lì – conclude – perché era vietato nel tiro a segno nazionale a Lugo, che è il modello di riferimento che i consulenti della Procura hanno utilizzato come paragone, dove non era invece permesso farlo perché pericoloso. A Lugo quei calibri utilizzati a Portomaggiore li avevano proibiti proprio per il rischio di evitare il concretizzarsi del pericolo che si è purtroppo verificato nella tragedia”.
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