Coppia trovata morta in casa. Si esclude l’omicidio
Erano tre giorni che i vicini non li vedevano entrare o uscire di casa, Nemmeno sentivano rumori provenire dal loro appartamenti.. E così si sono decisi a chiamare il 112
Erano tre giorni che i vicini non li vedevano entrare o uscire di casa, Nemmeno sentivano rumori provenire dal loro appartamenti.. E così si sono decisi a chiamare il 112
L'uomo, residente a Modena, si trovava al Bagno Oasi con moglie e figlia. Nonostante i tempestivi soccorsi di bagnini e 118 per lui non c'è stato nulla da fare
Il sessantenne, titolare della Emmezeta Impianti e conosciuto dagli amici come "Gnegno", ha perso la vita in un incidente con un'auto nel territorio di Camugnano sabato 30 maggio
L'incidente nel pomeriggio di sabato 29 maggio a Bargi-Pianacci, nel comune di Camugnano. Inutili i soccorsi, ferito lievemente il conducente dell'auto coinvolta
Avrebbe ucciso la moglie impugnando un coltello, Vladimiro Lombardi, il 52enne ferrarese fermato per il femminicidio della 50enne Samanta Zironi, trovata senza vita all'interno della loro abitazione, un appartamento al primo piano di un condominio Acer al civico 25 di via Stefano Gatti Casazza, al Barco
“È stato un processo che è iniziato nei confronti dell’imputato sbagliato“. È questa la lettura di Fabio Anselmo, legale difensore, insieme a Carlotta Gaiani e Bernardo Gentile, di Nicola Minarelli, l’ex sindaco assolto per l’esplosione del poligono di Portomaggiore, avvenuta il 10 gennaio 2016, e che costò la vita a tre persone.
L’avvocato si spiega meglio: “Posso esprimere solidarietà e dispiacere per i morti, ma non è colpa nostra se l’azione penale è stata esercitata nei confronti della persona sbagliata. È stata una guerra tra poveri, dove il sindaco è stato, in fin dei conti, un vaso di terracotta in mezzo a delle istituzioni che avevano la massima competenza”.
Per affermare ciò, Anselmo riprende la testimonianza resa da Antonio Sbordone, ex questore di Ferrara quando, sentito in udienza lo scorso luglio, alle “nostre domande – racconta il legale – disse «era competenza nostra controllare, non mi spiego perché non sia stato fatto».Mi chiedo, quindi, il sindaco, poveretto, che responsabilità abbia“.
L’avvocato prosegue: “Abbiamo anche identificato un tema non irrilevante, che è quello del nesso causale, ossia che quelle norme non avrebbero garantito l’evitabilità dell’esplosione perché si usavano dei calibri che erano vietati nel modello nobile di riferimento che era il tiro a segno nazionale“.
E fa un esempio tristemente attuale: “Si sparava con i kalashnikov che avevano gli stessi calibri che vengono usati dai militati russi nella guerra in Ucraina. Noi lo abbiamo accertato e non mi si può dire che siano calibri depotenziati perchè non credo che i militari russi usino calibri depotenziati contro gli ucraini”.
“Si sparava lì – conclude – perché era vietato nel tiro a segno nazionale a Lugo, che è il modello di riferimento che i consulenti della Procura hanno utilizzato come paragone, dove non era invece permesso farlo perché pericoloso. A Lugo quei calibri utilizzati a Portomaggiore li avevano proibiti proprio per il rischio di evitare il concretizzarsi del pericolo che si è purtroppo verificato nella tragedia”.
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