Attualità
24 Novembre 2022
Da due settimane, l'ospedale di Cona ha creato un coordinamento provinciale che si riunisce tutti i giorni alle 12.30 per fare il punto della situazione sui tempi di attesa: "Così aggrediamo il problema"

Emergenza pronto soccorso, il Sant’Anna riunisce una ‘task force’

di Davide Soattin | 3 min

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Il pronto soccorso di Cona

Un coordinamento provinciale per tenere sotto controllo il problema dei lunghi tempi di attesa al pronto soccorso dell’ospedale di Cona.

È questa una delle prime mosse del Sant’Anna per cercare di ovviare e ‘aggredire‘ la difficile situazione in cui si trova il reparto della medicina di emergenza-urgenza.

La task force operativa è stato avviata sotto la supervisione della subcommissaria sanitaria Giuliana Fabbri che, ogni giorno alle 12.30, si mette in contatto con la direzione sanitaria Ausl, ma anche con quella clinica infermieristica, oltre che col direttore del dipartimento medico e i chirurghi, per analizzare le casistiche in pronto soccorso.

Il confronto avviene con “tutti i mezzi disponibili, dalle videoconferenze alle chat” spiega Fabbri, che poi sottolinea come l’obiettivo sia quello di dare “risposte ai pazienti con flessibilità, intercettandone i bisogni e provando così a porre rimedio a un problema che comunque è trasversale e legato alle risorse, a Ferrara come nel resto d’Italia”.

In tal senso, fondamentale è anche l’aiuto degli ospedali territoriali di Cento e Lagosanto che, gestiti da Ausl, domenica scorsa hanno permesso di gestire una situazione complessa al pronto soccorso di Cona. Ma non solo: “Stiamo facendo lunghe visite in ps al Sant’Anna – rassicura la direzione generale – e in programma ci sono già operazioni di rivisitazione logistica che si possono fare per dare più respiro agli operatori nella gestione delle persone”.

Tra le problematiche con cui si deve confrontare l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara c’è sicuramente quella della carenza di organico sanitario, come evidenzia Monica Calamai, dg di Ausl e AouFe: “Il problema degli specialisti dell’emergenza-urgenza è un problema che riguarda tutto il territorio nazionale, ma non deve essere una scusa. Nello specifico, nel Ferrarese, la situazione è di sofferenza, che ha caratteristiche più accentuate su Cona. Questo non è dovuto al fatto che mancano i concorsi o le volontà di assunzione, ma c’è proprio una carenza di personale che vuole venire. Ieri però, ad esempio, siamo riusciti a fare due assunzioni”.

L’hub di via Aldo Moro infatti, che al pronto soccorso può fare affidamento su 20 medici e 3 specializzandi (il dato del personale in provincia è di 45 unità), rimane “sotto i numeri previsti dai livelli standard” aggiunge la direttrice generale, anche se “ci sono ore aggiuntive retribuite che noi provvediamo a erogare con tutti i dovuti passaggi sindacali agli operatori sanitari sia del ps che delle altre discipline. Oggi stiamo lavorando a un progetto di riorganizzazione complessiva della rete dei pronto soccorso, che vede tanti interventi, oltre che strutturali, formativi e di coordinamento provinciale, tenendo come nostra intenzione quella di effettuare monitoraggi mensili“.

Nel mentre, sullo sfondo resta la situazione epidemiologica legata al Covid-19. Attualmente, i positivi ricoverati nei reparti Covid al Sant’Anna di Cona sono 27 ma “non hanno sintomi particolari”, mentre altri 50 sono ricoverati nelle bolle all’interno di altri reparti ordinari. Sulla rete degli altri ospedali sono invece circa 40 i degenti infetti dal Sars-CoV-2, per un totale a livello provinciale di 115/120 pazienti ricoverati. Inoltre, a ieri, i positivi a Ferrara e provincia erano 607. “Abbiamo tutto sotto assoluto controllo – rassicura la subcommissaria sanitaria Giuliana Fabbri – e siamo attrezzati per fronteggiare il problema, considerato che il vaccino protegge e che il virus ha preso una caratura simil influenzale“.

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