Spal
1 Maggio 2022
L'allenatore festeggia la permanenza in Serie B, ma resta critico: "Mi resta solo indigesto non aver fatto determinati risultati". Pinato: "Ci siamo incartati da soli, ma si è visto che quando sudiamo la maglia tutto viene da sé"

Spal, Venturato post-salvezza: “Il mio futuro a Ferrara? Ne parleremo a fine stagione”

di Davide Soattin | 3 min

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E alla fine anche Roberto Venturato può festeggiare. A una partita dalla fine del campionato di Serie B, la Spal batte nettamente il Frosinone per 3 a 0 con i gol di Dickmann, Pinato ed Esposito e conquista la salvezza.

“Abbiamo fatto una buonissima prestazione – commenta l’allenatore – e abbiamo portato a casa il risultato che meritavamo in campo. Ci sono state tante partite in cui meritavamo lo stesso risultato e abbiamo raccolto altro. Devo fare un grande plauso a tutta la squadra perchè abbiamo continuato a credere e a lavorare con grande convinzione e consapevolezza. Sapevamo di aver imboccato la strada giusta per raggiungere un risultato importante e mantenere la categoria. Mi resta solo indigesto non aver fatto determinati risultati“.

Nonostante ciò, Venturato si coccola i tifosi e i festeggiamenti a fine gara sotto la curva: “Questo pomeriggio vissuto allo stadio è stato qualcosa di straordinario perchè la città merita i complimenti per la bellissima passione che ha nel vivere il calcio. Ferrara è una realtà che merita di far calcio ad alti livelli e giocarsi altri obiettivi, specialmente in B. Non sempre nel calcio arrivano i risultati, ma siamo sempre stati seri. Oggi impariamo una lezione e portiamo a casa qualcosa di positivo in un’annata complicata come questa. Una dedica? Ai giocatori e al pubblico meraviglioso”.

“La compattezza, l’unione e lo spirito del gruppo – aggiunge – ci sono sempre stati. Basti pensare che in certe circostanze abbiamo recuperato le gare alla fine, rimediando agli errori che erano stati commessi in precedenza. Voglio però nuovamente sottolineare che avremmo potuto far più punti ma l’impegno e la dedizione sono state capacità di questo gruppo, che è composto di calciatori e da uomini che hanno fortemente voluto questo risultato“.

L’allenatore non si è sbilanciato sul futuro: “Ora la nostra testa deve restare concentrata sull’ultima partita che andrà preparata bene perchè giocheremo contro una squadra che si sta giocando la promozione in Serie A. A fine gara ci siamo abbracciati io e il presidente Tacopina per aver raggiunto il traguardo. Ho un contratto qui. Penso che di quello che sarà il futuro ne parleremo quando finirà la stagione“.

Lo stesso varrà per Marco Pinato, che a fine prestito rientrerà al Sassuolo, dopo essere arrivato alla Spal nel corso della finestra invernale di calciomercato: “Sin dal primo giorno a Ferrara ho lavorato per avere la riconferma. Ora ci aspetta una partita importante per finire bene e per dire che noi ci siamo. Dopodiché faremo le nostre valutazioni. A Ferrara sto bene. Anzi, è bello vedere l’amore che i miei compagni più esperti trasmettono per la maglia, come Luca Mora, che oggi ha fatto una prestazione importante”.

“Oggi – prosegue il centrocampista – abbiamo disputato una partita, gestita bene sin dall’inizio. Siamo partiti bene, forte e abbiamo sbloccato subito il risultato. Quando vai in vantaggio così diventa più facile gestire la gara e e il Frosinone si è aperto per cercare il pari. Penso che Ferrara sia una piazza che merita la salvezza, ma allo stesso tempo c’è una cornice di pubblico che non merita di stare così in basso. È vero, ci siamo incartati da soli in questo finale di campionato, con le nostre mani“.

Anche il classe 1995 applaude la tifoseria: “Sono stati incredibili. Giocare a Ferrara deve essere così, deve essere difficile per tutti. Oggi si è visto che quando sudiamo la maglia, tutto viene da sé. Il pubblico ci ha incitati dal primo al 90esimo e tutto è stato più facile. Se fossimo sempre stati quelli di oggi, avremmo conquistato la salvezza molto prima e avremmo potuto ambire ad altro. Il gol? Lo dedico a Pepito Rossi che ci ha dato una spinta grandissima nonostante non fosse con noi in campo“.

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