Copparo
25 Aprile 2022
La testimonianza di un (ex) bambino sopravvissuto al centro della cerimonia per le commemorazioni

25 Aprile a Copparo. L’Anpi: “La Liberazione è divisiva solo per i fascisti”

di Redazione | 3 min

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Copparo. Nelle cascine della campagna copparese occupate dai tedeschi vennero trattati bene, ma per un motivo agghiacciante: lui era un bimbo biondo con gli occhi azzurri, decretato dunque ariano.

Con viva emozione Giorgio Pollastri ha testimoniato come il suo aspetto, a poco più di quattro anni, abbia garantito la salvezza della sua famiglia in tempi terribili e violenti.

E la sua voce si è rotta quando ha raccontato dell’arrivo dei partigiani e del rientro nel 1946 del padre prigioniero, un padre che neppure aveva mai conosciuto, partito prima della sua nascita e ritornato straniero.

«Ero molto piccolo, ma queste memorie della guerra si sono conservate intatte, a differenza di altre
successive. Questi sono i miei ricordi di allora e li lascio ai miei nipoti e a voi in questa piazza».

Una testimonianza per mantenere viva la memoria collettiva, che è stata il centro della cerimonia del 25 aprile a Copparo, svoltasi alla presenza di autorità militari, religiose e civili, delle associazioni combattentistiche e d’arma, di una rappresentanza della comunità ucraina, delle realtà territoriali e di numerosi cittadini, che dopo due anni sono potuti ritornare a partecipare a una celebrazione molto sentita.

Il corteo alla fontana monumentale, la benedizione di don Daniele Panzeri e la posa della corona d’alloro sono stati impreziositi dalle voci dei bambini del coro del Circolo Musicale Varos Zamboni, che hanno intonato l’inno italiano.

«Della Festa della Liberazione ci siamo sempre detti che non sarebbe mai dovuta diventare una formalità, perché pace, libertà e democrazia non sono conquistate per sempre – ha affermato il sindaco Fabrizio Pagnoni -. Ciò che sta accadendo ci dimostra quanto abbiamo bisogno di non dimenticare la nostra storia, nazionale ed europea: una storia complessa, ma che ha visto l’Italia rifondata nella lotta, trasversale, contro le dittature e i totalitarismi. È indispensabile non dimenticare. Lo è per i giovani e per quanti abbiano perduto il senso della storia e dell’importanza che essa ha nell’interpretare l’oggi e nel costruire il domani. Ecco dunque il significato del 25 aprile per tutti noi: la festa di chi non si gira dall’altra parte, ma in prima persona lotta per i propri valori, di chi non si arrende alla prepotenza e alle atrocità, di chi difende la libertà e la dignità umana, di chi difende il diritto alla pace».

«L’appello dell’Anpi è per un 25 Aprile di impegno civile». Ha rimarcato la presidente copparese, Margherita Aurora, nell’analisi complessa imposta da una celebrazione che giunge nel pieno di una guerra così vicina, rispetto la quale l’associazione, rifuggendo le tifoserie, «si schiera dall’unica parte che abbia un senso: quella delle vittime» per «un pacifismo che non è di facciata, ma la richiesta di apertura di un vero e significativo negoziato, perché la diplomazia è la sola e unica strada percorribile».

«Il 25 Aprile quindi non sia solo commemorazione e memoria, ma piena consapevolezza del valore della resistenza, perché è in essa che affondano le radici stesse della nostra democrazia. Alcuni sostengono che dichiararsi antifascisti sia “divisivo”, ma non è così. L’antifascismo, molto semplicemente, è uno dei valori fondanti della nostra democrazia. E il 25 Aprile è la festa che celebra la Liberazione dal giogo della dittatura. A ben vedere, la festa della Liberazione è divisiva solo nel caso in cui si sia fascisti».

Il pomeriggio è proseguito con la “Festa alla Tratta, si tratta di Pace”, organizzata da Archeologi dell’Aria, Storia in grigio-verde, Anpi, ComArt e Cavalieri del Naviglio, con il patrocinio del Comune: apertura del Museo La Tratta, stand gastronomico e il concerto dei “17Re Litfiba Tribute”.

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