Dovrà sciogliere prima alcune questioni fondamentali, il gup Vartan Giacomelli, nel processo a carico degli amministratori della coop Vivere Qui, di un viceprefetto e di una ex funzionaria (interinale) dell’Asp sulla gestione dei fondi per l’accoglienza nei Cas.
E si tratta di questioni fondamentali, sollevate dagli avvocati difensori (Stefano Scafidi per gli amministratori della coop, Riccardo Venturi per la ex funzionaria dell’Asp e Fabio Anselmo per il viceprefetto), ovvero la nullità del rinvio a giudizio e la compatibilità del giudice stesso con la causa in corso, avendo in passato egli svolto le funzioni di giudice delle indagini preliminari. Per sciogliere tali nodi, l’udienza è stata aggiornata al prossimo 22 giugno.
Accusati di truffa aggravata, falso e inadempimento contrattuale in pubbliche forniture sono Thomas Atongi Kuma, Nathalie Beatrice Djoum ed Eva Rosa Lombardelli, rispettivamente presidente, vice e consigliera di Vivere Qui, cooperativa che gestiva cinque Centri di accoglienza migranti tra Vigarano e Poggio Renatico. Secondo la procura e la guardia di finanza avrebbero usato oltre 400mila euro di fondi ricevuti dal 2015 al 2018 per scopi completamente privati. Inoltre avrebbero ottenuto oltre 15mila euro di fondi usando l’escamotage dei falsi presenziari, facendo risultare la presenza di diversi migranti in realtà assenti per diversi giorni.
A processo anche Vincenzo Martorano, viceprefetto che allora si occupava della gestione dell’accoglienza, e Valentina Marzola, psicologa, assunta come interinale (e poi non rinnovata) dall’Asp (che si costituirà parte civile) e inquadrata come coordinatrice del servizio accoglienza dell’ente pubblico. Per loro l’accusa è di abuso d’ufficio in merito a tutta la gestione dei Centri di accoglienza per ave omesso di eseguire efficaci controlli.
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