“Se andavo in permesso premio, compravo dei pacchetti di sigarette, ma ogni volta era un’estorsione continua: prima due sigarette poi anche un pacchetto”.
È il racconto di un ex detenuto del carcere di Ferrara ed ex collaboratore di giustizia che ieri, giovedì 31 marzo, ha testimoniato nel processo a carico di un assistente capo della Polizia penitenziaria (Cristiano Valentino, difeso dall’avvocato Denis Lovison), accusato di aver compiuto numerose piccole estorsioni in carcere e anche di aver dato mandato di far rubare l’automobile di un suo collega – parte civile assistita dall’avvocato Alessandro D’Agostino – e istigato un detenuto a darle fuoco.
Secondo l’ex pentito, il poliziotto “aveva una condotta pessima nei confronti dei detenuti, e dei pentiti soprattutto”. “Sono stati in carcere 13 anni e 7 mesi – ha aggiunto dopo – ma l’ultimo anno qua (a Ferrara, ndr) è come se ne avessi fatti altri 20”.
L’ex detenuto ha spiegato di non essersi mai sottratto a tali pratiche per paura di ottenere in cambio dei richiami disciplinari e perdere la possibilità di avere i permessi o altri benefici. “Se volevo portare qualcosa di non consentito – ha aggiunto – con lui entrava, e anziché un pacchetto di sigarette se ne prendeva due”.
Sempre a detta del testimone, Valentino avrebbe compiuto atti estorsivi nei confronti anche di altri detenuti dello stesso braccio dell’Arginone, mentre ha riferito di non ricordare – o comunque di non ricordare bene – di aver parlato con un compagno di carcere di automobili, appartenenti al collega dell’assistente capo, da rubare e dare alle fiamme.
Nella prossima udienza, in calendario per il 20 luglio, verrà ascoltata la comandante della Polizia penitenziaria di Ferrara, Annalisa Gadaleta.
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