È fissata per il 20 aprile, davanti al gup Vartan Giacomelli, l’udienza per discutere le richieste di rinvio a giudizio da parte del pm Andrea Maggioni a carico dei vertici della coop Vivere Qui, di un viceprefetto e di una ex interinale in forza all’Asp.
Si tratta dell’indagine condotta dalla Guardia di finanza sull’uso dei soldi pubblici per la gestione dei Cas: accusati di truffa aggravata, falso e inadempimento contrattuale in pubbliche forniture sono Thomas Atongi Kuma, Nathalie Beatrice Djoum ed Eva Rosa Lombardelli, rispettivamente presidente, vice e consigliera di Vivere Qui, cooperativa che gestiva cinque Centri di accoglienza migranti tra Vigarano e Poggio Renatico.
Secondo la procura avrebbero usato oltre 400mila euro di fondi ricevuti dal 2015 al 2018 per i vari Cas per scopi completamente privati, senza garantire che il servizio venisse svolto in maniera idonea. Inoltre, avrebbero ottenuto oltre 15mila euro di fondi usando l’escamotage dei falsi presenziari, facendo risultare la presenza di diversi migranti in realtà assenti per diversi giorni.
Il processo è stato chiesto dalla procura anche per Vincenzo Martorano, viceprefetto che allora si occupava della gestione dell’accoglienza, e Valentina Marzola, psicologa, assunta come interinale (e poi non rinnovata) dall’Asp e inquadrata come coordinatrice del servizio accoglienza dell’ente pubblico. Per loro l’accusa è di abuso d’ufficio in merito a tutta la gestione dei Centri di accoglienza per ave omesso di eseguire efficaci controlli nei confronti dei vari Cas della provincia di Ferrara, preavvertendo gli amministratori dei controlli in arrivo (anche se pare ci fosse un protocollo della prefettura in tal senso), o suggerendo compilazioni non veritiere dei permessi di allontanamento o dei presenziari. Inoltre, non avrebbero preso gli opportuni provvedimenti una volta riscontrate anomalie nella gestione degli stessi Cas.
Le richieste di rinvio a giudizio sono risalenti al mese di agosto dell’anno scorso, ma il primo giudice si era astenuto avendo rilevato la sua precedente ‘partecipazione’ al procedimento, per cui è stato necessario individuare un nuovo giudice e una nuova data.
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