Attualità
25 Febbraio 2022
Veglia di preghiera e raccolta fondi. Una donna: “Putin è come il diavolo”

La comunità ucraina di Ferrara in lacrime

di Redazione | 2 min

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Si sono raccolti nella chiesa di via Cosmè Tura. Hanno risposto all’appello di padre Vasyl Verbitskyy, riferimento religioso per la comunità cattolica ucraina di Ferrara.

Una comunità, quella di Kiev, che conta oltre duemila persone in città. Pregano, si scambiano informazioni. E piangono. Dentro e fuori la Chiesa di S. Maria dei Servi è un via ai continuo. “Stiamo pregando dalle 10 di questa mattina e continueremo almeno fino alle 10 di questa sera – riferiva ieri a Estense.com il sacerdote -. Preghiamo per la pace”.

Molti di loro hanno un marito, un figlio, parenti e amici sotto i bombardamenti russi. Ma le notizie che arrivano sono quelle filtrate da telegiornali e messaggi chat.

“Stiamo pensando a una raccolta fondi, anche con gli amici italiani – fa sapere una signora -. Abbiamo ricevuto messaggi dai nostri parenti in patria e siamo preoccupati. Ricordo il dolore e la povertà di otto anni fa (quando la cosiddetta “rivoluzione del 2014”, attraverso feroci repressioni a Kiev, culminò con la cacciata dell’allora presidente Janukovyč, ndr), ma ora c’è l’esercito in strada. Io non ho figli, ma mi viene il crepacuore per quei giovani”.

“Cosa devo raccontare?” si chiede una seconda, “non so cosa succeda davvero in Ucraina. Là ho parenti, ma la mia città non è stata ancora attaccata”.

“Sappiamo poco” conferma una terza signora, “ma quel poco è comunque un disastro. Hanno bombardato tante città, distrutto i magazzini di armi, le stazioni, gli aeroporti…”. Il discorso è interrotto dalla lacrime. “Quando ho perso mio marito sono venuta in Italia a lavorare come badante. Prima a Perugia, poi da due anni a Ferrara. Là ho ancora mio figlio e la sua famiglia. Non riesco a contattarli con facilità”.

Le incertezze e i dubbi svaniscono a chi le chiede cosa pensi di Putin: “non è una persona, è un diavolo. Prima c’è stato Napoleone, che voleva conquistare il mondo. Poi Hitler. Ora Putin. È un destino”.

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