Attualità
25 Febbraio 2022
Il racconto di una badante ucraina che abita da anni a Ferrara: "Mio genero è partito per andare a prenderla, ma sta trovando difficoltà per le strade occupate e i soldati"

“Nel Donbass ho perso mio fratello, ora aspetto notizie di mia nipote bloccata a Kiev”

di Davide Soattin | 2 min

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(foto Ministero della Difesa Ucraina, 2015 – CCBYSA 2.0)

La decisione di invadere l’Ucraina da parte del presidente russo Vladimir Putin nelle scorse ore è destinata a lasciare pesanti strascichi e ripercussioni in tutto il mondo, alla prese con la preoccupazione per una scia di morte e distruzione ormai inevitabile.

Una paura che coinvolge da vicino anche Ferrara che, con la sua comunità ucraina da oltre 3mila cittadini custodisce storie come quella di Olga (il nome è inventato per proteggere l’identità della nostra intervistata), 70enne pensionata sociale da alcuni mesi, dopo 15 anni di lavoro in città come badante.

Qui ha conosciuto l’amore con l’attuale compagno, un 60enne ferrarese, che l’aiuta a trovare le parole giuste per raccontare i pensieri e le paure che l’attraversano in questo momento, pensando alla propria famiglia là, nel pieno epicentro dello scontro armato con l’esercito russo.

A Kiev, la donna racconta di avere una nipote di 22 anni che lì “studia e lavora da sola” ma di cui ” però non ho ancora avuto notizie”. “So che mio genero, è partito per andarla a prendere, ma sta trovando difficoltà per le strade occupate dai soldati e il traffico. La vuole riportare a casa, dove vive con mia figlia vicino a Odessa, ma anche lì hanno iniziato a sparare” afferma.

Il conflitto russo-ucraino ha però già irrimediabilmente segnato la vita di Olga. Orfana di un pilota dell’aeronautica dell’ex Urss “abbattuto a soli 25 anni” e di una madre “morta di infarto quindici giorni più tardi” quando aveva 9 anni, ci racconta di essere “cresciuta in un collegio militare con il fratello, che è stato ucciso nel 2014 proprio nella guerriglia per il Donbass, a 47 anni”.

Tutti siamo preoccupati – aggiunge, aiutata ogni tanto nella parlata dal compagno – e tutto il popolo è in apprensione. In queste ore cercherò di mettermi in contatto con mia figlia, che ha paura. Ma io no, non ho paura. L’Ucraina è la nostra terra, la nostra patria. Lì siamo nati, abbiamo studiato e abbiamo iniziato a lavorare. Quello che sta facendo Putin è davvero sbagliato“.

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