Incendio al Grattacielo di Ferrara, evacuata la torre B
Un vasto incendio ha colpito il Grattacielo di Ferrara nelle prime ore di domenica 11 gennaio, provocando l’evacuazione completa della torre B
Un vasto incendio ha colpito il Grattacielo di Ferrara nelle prime ore di domenica 11 gennaio, provocando l’evacuazione completa della torre B
Mentre prosegue lo sforzo di forze dell'ordine e Protezione civile per accogliere gli sfollati del Grattacielo, mancano ancora all'appello alcuni appartamenti. Al via operazioni anti-sciacallaggio
È stata attivata l'accoglienza al Palapalestre di via Tumiati all'angolo con via Porta Catene per le persone evacuate dalla torre B del Grattacielo di Ferrara, dichiarata inagibile dopo l'incendio
"Abito all'undicesimo piano, da me non c'era fumo, solo un forte odore di bruciato. Ma vedendo la gente che scendeva sono uscita anche io". È una delle residenti della torre B del Grattacielo di Ferrara
I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Ferrara, nel corso delle festività natalizie, hanno intensificato i controlli finalizzati a prevenire e reprimere i fenomeni dello sfruttamento del lavoro e di quello sommerso

M’Hamed Chamekh e Atika Gharib
Ergastolo con isolamento diurno per quattro mesi per M’hamed Chamekh per aver ucciso l’ex compagna Atika Gharib e cercato di far scomparire il cadavere, dando fuoco al casolare dove le aveva tolto la vita soffocandola.
È la decisione della Corte d’Assise di Bologna, presieduta dal giudice Domenico Pasquariello, a carico del 42enne marocchino che il 2 settembre del 2019 ha ucciso in un casolare di Castello d’Argile, in provincia di Bologna, la sua connazionale di 32 anni, che viveva a Ferrara.
I periti del tribunale avevano confermato che Chameck, che soffre di disturbi psichiatrici, era probabilmente capace d’intendere e di volere quando uccise Gharib ed è capace di stare in giudizio
Al termine della loro requisitoria, la procuratrice aggiunta Lucia Russo e il pm Tommaso Pierini, avevano chiesto l’ergastolo con isolamento diurno di tre mesi. La Corte ha stabilito inoltre una serie di risarcimenti per le parti civili: 150mila euro di provvisionale per ciascuna delle due figlie della donna, 20mila euro per i fratelli e le sorelle, e 100mila euro per i genitori, 20mila euro anche per l’Udi, Unione donne italiane.
I familiari delle 32enne erano assistiti dall’avvocata Marina Prosperi che commenta: “Finalmente si è conclusa questa vicenda che nell’agosto 2019 ha visto tutta una serie di malfunzionamenti della macchina preposta alla sicurezza e prevenzione di eventi di questo genere e non ha protetto la signor Atika”. Il riferimento è agli episodi di stalking subiti dalla donna per i quali è pendente un processo a Ferrara. Un plauso però l’avvocato lo riserva alla procura felsinea che “ha svolto un ottimo lavoro e sostenuto in modo assolutamente congruo una richiesta di pena altissima. Al tempo stesso, la Corte ha ritenuto, e di ciò sono molto soddisfatta, il fatto talmente efferato che la condanna va al di sopra della richiesta della procura, di fatto stigmatizzando l’intollerabilità di questi comportamenti e la necessaria repressione da parte della società della violenza alle donne e in particolare, in questo caso, verso la signora Atika”.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com