Naomo, scatta l’ora X
Nicola Lodi detto Naomo da oggi può tornare a occuparsi di politica. I 18 mesi di sospensione da ogni carica amministrativa dovuta alla legge Severino sono terminati
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Gli ha sferrato una testata mentre stavano aspettando il loro turno, facendolo finire al pronto soccorso. È quanto accaduto nel pomeriggio di venerdì 19 giugno alla farmacia comunale di corso Porta Mare
Procura di Ferrara e difesa hanno raggiunto l'accordo per il patteggiamento a tre anni di carcere per l'uomo ferrarese di 44 anni, accusato di omicidio stradale aggravato e lesioni personali aggravate dopo lo scontro frontale tra auto in cui morì la 46enne Anna Lisa Chiossi
Dopo l'allarme lanciato ai Carabinieri e giorni di ricerche, è rientrata autonomamente nella propria abitazione venerdì 19 giugno
I Cpr come "sinonimo di disumanità e morte dei diritti". Di questo si è parlato martedì 17 giugno, durante la seconda serata della sedicesima edizione degli Emergency Days che si è aperta con un incontro pubblico che volge lo sguardo alle mille ombre dei cosiddetti Cpr
Si aggravano molto le accuse a carico di Davide ‘Magno’ Magnani, l’uomo di 54 anni che venne arrestato dai carabinieri lo scorso mese di marzo con l’accusa di aver fatto prostituire una giovane studentessa di 20 anni, organizzandole incontri di gruppo tramite annunci pubblicati online.
La pm Isabella Cavallari, che ha recentemente chiuso l’indagine, gli contesta ora anche di aver consumato rapporti sessuali con la ragazza quando ancora aveva meno di 14 anni e poi quando ne aveva meno di 16 ed era stata a lui affidata dalla madre.
Reati gravissimi che rendono ancora più torbida la contestazione originaria a carico del 54enne (difeso dall’avvocato Sergio Pellizzola): quella di aver indotto, favorito e sfruttato la prostituzione della ragazza, facendole avere rapporti sessuali con persone da lui procacciate e che a lui consegnavano il denaro pattuito, anche dovendo convincerla a farlo, presenziando in prima persona ai ‘festini’ per calmarla e farla sentire al sicuro.
Non solo, in quelle occasioni si consumava anche della droga (Magnani è accusato anche di aver ceduto dosi di cocaina alla ragazza) e, in una di queste, con le telecamere de Le Iene attivate, uno dei partecipanti cedette una dose di coca a Magnani e alla 20enne anche come parziale pagamento per la prestazione: quell’uomo, difeso dall’avvocato Gianni Ricciuti, è accusato proprio di cessione di stupefacenti. “Mi confronterò presto con la pm – spiega il legale – per valutare meglio la strategia difensiva anche in accordo con la procura”.
L’intervento della trasmissione televisiva – attivata da un potenziale cliente della ragazza, che vedendola in foto si allarmò e si convinse che fosse minorenne – fu fondamentale per dare una svolta alle indagini e portare all’arresto di Magnani, che negli anni si era autocostruito la reputazione di uomo vicino alle donne, baluardo per le vittime di violenza tramite l’associazione da lui fondata, Meravitalia, il cui numero di cellulare usava negli annunci pubblicati online sui siti per escort.
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