
Marcella Zappaterra e l’assessore Vincenzo Colla
L’interrogazione urgente presentata dalla capogruppo Pd in consiglio regionale Marcella Zappaterra sul futuro della chimica a Ferrara è approdata in assemblea legislativa alla vigilia della convocazione del Tavolo nazionale della Chimica al Ministero dello Sviluppo economico, presieduto dal ministro leghista Giancarlo Giorgetti, per discutere l’eventuale chiusura dell’impianto di cracking di Porto Marghera.
“Uno scenario che, in assenza di progetti alternativi metterebbe a rischio il polo di Ferrara. Un tema che insieme ai sindacati stiamo seguendo da tempo e sul quale sarebbe importante ci fosse anche l’appoggio del sindaco di Ferrara Alan Fabbri, che però pare più interessato a intervenire su Lamorgese e sui temi della Lega nazionale che su questo” commenta Zappaterra.
In effetti fino a questo momento Fabbri, sempre attivissimo sui social, non si è ancora espresso su una questione di vitale importanza per la città. Tra aziende insediate e indotto rischiano infatti di perdere il lavoro almeno 2500 persone.
“Tutti i poli del cosiddetto quadrilatero padano (Marghera, Mantova, Ferrara e Ravenna) sono connessi – spiega Zappaterra – e quello che temiamo è che Ferrara paghi pesanti conseguenze da una scelta su Marghera che va ben oltre i confini di quel sito e ha ricadute su tutta l’industria chimica”.
L’assessore Vincenzo Colla è intervenuto proprio lunedì a Pontelagoscuro assicurando che andrà al Tavolo con la ferma intenzione di ottenere certezza su un investimento sul polo chimico di Ferrara che salvaguardi l’occupazione e mantenga il ruolo strategico del polo stesso.
“È in sostanza quella che definiamo ‘transizione intelligente della chimica’ – spiega la capogruppo del Pd in Regione -. Non possiamo fare a meno di alcune materie plastiche, ma non dobbiamo neppure dipendere dal petrolio per realizzarle: si possono coniugare esigenze di carattere ambientale con quelle economiche, occupazionali e sociali. Senza cracking non si progetta la transizione e non si crea cultura ambientalista se non si garantisce la tenuta sociale. Il Ministero ha già previsto specifici investimenti su Mantova e Marghera, è indispensabile che al più presto si decidano anche quelli su Ferrara”.
Spostandosi da Bologna alla città estense, in consiglio comunale i consiglieri Francesco Coplaiacovo e Caterina Ferri hanno depositato un question time per far presente all’amministrazione comunale che “è assolutamente necessaria un’azione istituzionale coordinata per contrastare la decisione paventata da Eni di interrompere l’attività del cracking di Porto Marghera, come richiesto anche dalle organizzazioni sindacali confederali di Ferrara”.
Il documento chiede alla giunta “quali azioni intenda mettere in campo per scongiurare la decisione di Eni e se siano previsti investimenti in grado di favorire la nascita nel polo chimico di Ferrara di attività industriali che consentano di accompagnare il sistema produttivo locale nella transizione ecologica”.
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