Politica
1 Ottobre 2026
Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri interviene sulla colluttazione nei bagni del liceo Ariosto di Ferrara. "La società si è trasformata radicalmente nelle nostre città e i giovani affrontano problemi differenti dai nostri"

Aggressione con coltello all’Ariosto. Fabbri: “Pensare al metal detector non è più follia”

di Redazione | 3 min

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Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri interviene “a bocce ferme” sulla colluttazione nei bagni del liceo Ariosto di Ferrara culminata con il ferimento di uno studente di 15 anni con un coltello. “A lui e alla sua famiglia – scrive il sindaco – va la mia piena vicinanza.”

“Dopo qualche minuto dalla notizia – aggiunge – mi ero subito informato e avevo ottenuto informazioni diverse rispetto a quelle che circolavano in rete: infatti, non si trattava di coetanei e nemmeno di studenti della stessa scuola”.

L’episodio è avvenuto intorno alle 10.15, mentre suonava la campanella di fine intervallo. L’aggressore, un ragazzo di 18 anni, è stato individuato e fermato dai carabinieri e condotto presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Ferrara dove è stato interrogato. Al termine dell’attività istruttoria, come disposto dall’autorità giudiziaria, il ragazzo è stato sottoposto agli arresti presso una struttura sanitaria, in attesa dell’udienza di convalida. Al momento è indagato per lesioni aggravate e porto abusivo di arma da taglio.

“È un fatto grave – dice Fabbri -, che sarebbe potuto finire molto peggio e che pone al centro interrogativi diversi rispetto a quelli che leggiamo con più frequenza e che riguardano problematiche di integrazione. Sappiamo infatti che entrambi i ragazzi sono italiani. Tra l’altro, non siamo in una scuola di un quartiere periferico della città, ma in uno degli istituti più centrali e importanti, un nostro fiore all’occhiello”.

Il sindaco si dice “felice che la scuola, tramite il dirigente Marcello Urbinati, abbia immediatamente aumentato i controlli agli accessi, specialmente per gli esterni”.

Al tempo stesso non rinuncia a una stoccata alle opposizioni ricordando le parole del ministro Valditara sulla sicurezza nelle scuole. Parole, dice, “tanto vituperate dall’opposizione” che oggi acquisterebbero “ancora più significato”. A gennaio di quest’anno i ministri Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi hanno firmato una circolare nella quale si precisa che su richiesta dei presidi si può installare un metal detector all’ingresso delle scuole.

“Nessuno, come ho letto, – prosegue – vuole militarizzare la scuola o farla scivolare in una deriva securitaria, ma semplicemente renderla più sicura, anche rispetto a persone esterne che possono accedere alle strutture senza controlli”.

Per Fabbri “pensare a un metal detector, pur come extrema ratio, ai tempi in cui andavo a scuola io poteva sembrare una follia”. Oggi invece “non lo è più, perché il mondo è cambiato, la società si è trasformata radicalmente nelle nostre città e i giovani affrontano problemi differenti dai nostri”.

“Certo è – aggiunge – che la scuola deve essere il luogo più sicuro di tutti. Perché è lì che cresciamo i nostri figli e diamo alle future generazioni le basi per affrontare la vita lavorativa e sociale.”

“E se da un lato – conclude – è vero che abbiamo molti più episodi legati a figli di seconde generazioni, quelli che chiamiamo in gergo ‘maranza’, e che purtroppo creano problemi sia all’interno sia all’esterno delle scuole, dall’altro non possiamo dimenticare che possono esserci anche altri casi, benché isolati, come questo.”

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