
Il sindaco Fabrizio Pagnoni
Copparo. Sul progetto di ampliamento della discarica Crispa il sindaco di Copparo, Fabrizio Pagnoni, risponde anche ai dubbi sollevati da Sinistra Italiana, dopo quelli di Zona Franca e Pd. Precisando che “il progetto del polo industriale ambientale avanzata in Provincia è allo stato uno studio di fattibilità, che, se rientrerà nelle progettualità finanziabili dal Pnrr, dovrà essere sviluppato in maniera approfondita, trasparente e partecipata”.
Un’affermazione, questa, che chiarisce i dubbi di Sinistra Italiana sulla mancanza di elementi tecnici che non consentirebbe una valutazione specifica del progetto stesso. Pagnoni poi specifica che il documento “si basa sull’impiego di una superficie che è complessivamente di 11 ettari: 4,5 destinati al biodigestore, già oggetto di bando di gara da parte di Area Impianti, e 6,5 destinati alle azioni funzionali a passare da un approccio lineare a uno circolare, peraltro rispettando il principio della prossimità e della autosufficienza impiantistica, riducendo dunque le immissioni legate ai trasporti e consentendo alle azioni previste di ‘dialogare’”.
“Ovviamente – aggiunge – gli interventi sono finalizzati a riqualificare anche l’esistente. Tutti gli interventi proposti sono intesi come possibili azioni armoniche per il contesto di Crispa, per permettere la valorizzazione di quasi tutte le energie in gioco. Il comparto definito coincide con l’intervento proposto da Area e Cmv con un procedimento di Via (Valutazione Impatto Ambientale) – modifica Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale), con variante urbanistica ad Ambito Specializzato per attività produttive, con un primo stralcio relativo al biodigestore e un secondo stralcio per possibile insediamento di attività produttive condizionate come destinazioni d’uso alla filiera dei rifiuti. È stato quindi sottoposto a un iter molto complesso, iniziato nel 2017, con diversi endo-procedimenti e tavoli tecnici con tutti gli enti coinvolti, dal Consorzio di Bonifica alla Sovrintendenza, alla Provincia con diversi Responsabili, etc.: dopo essere stati esaminati gli aspetti ambientali, territoriali, impiantistici, il tutto è confluito nell’Autorizzazione Unica della Regione approvata nel marzo 2019 e recepita dall’Unione. Siamo certi che le verifiche del caso siano già state ‘superate con successo’”.
“Infine – conclude – circa un possibile landfill mining, sulla base delle disposizioni normative funzionali alla Rivoluzione Green, potrebbe non essere interpretato come buona pratica ambientale, perché economicamente costosa e perché necessita di una discarica di appoggio per le attività”.
Intanto il Pd di Copparo torna alla carica dopo la replica dello stesso Pagnoni alle critiche sollevate dai dem,che su questo tema promettono battaglia. “Dal sindaco leghista risposte sconcertanti”. “Dai toni e dai modi della risposta del sindaco, pare proprio sia stato “colto con le mani nella marmellata” aggiunge il Pd: “Ha ignorato qualsiasi confronto con la cittadinanza sul tema strategico del Pnrr che concretizzerà le risorse del Piano Next Generation Eu. Si parla di milioni di euro di opportunità, anche per Copparo, che è evidente che la giunta non ha idee di come utilizzare. Ci può spiegare il sindaco perché invece di cercare un confronto con i suoi cittadini e le sue imprese per raccogliere i bisogni reali stia facendo da passacarte della società Clara? Tra l’altro è evidente come non abbia alcuna conoscenza del merito delle proposte che fa, che spaccia come “green” e super innovative, ma sono abbondantemente superate da tanti territori che hanno provato a sperimentarle. Quando Pagnoni afferma che attualmente il problema dei cittadini è che i fanghi “vanno in discarica” non si capisce a quale segnalazione di problemi si riferisca. È un tema sentito dai cittadini o da Clara? I fanghi sono classificati rifiuti dal codice dell’ambiente (in vigore da ben 13 anni), e come tali necessitano di essere trattati perché possono contenere sostanze inquinanti. Ora, che ad alimentare queste azioni sia il Comune con tanto di investimento pubblico è singolare. Tra l’altro il procedimento di essiccazione del fango viene proposto a Brazzolo, che è già particolarmente interessato da emissioni di odori a causa di un vicino impianto privato. Il sindaco sa cosa ha firmato o ha fatto solo da promoter degli interessi della società, che, al contrario, dovrebbe indirizzare? Se è così convinto della bontà di questa idea dell’azienda perché ha omesso di parlarne con i propri cittadini, prima della candidatura?”
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