Terrorizzata dal figlio, chiama la Polizia
L’intervento è scaturito a seguito di una richiesta di aiuto giunta alla sala operativa della Questura, con la segnalazione di una violenta aggressione in ambito domestico
L’intervento è scaturito a seguito di una richiesta di aiuto giunta alla sala operativa della Questura, con la segnalazione di una violenta aggressione in ambito domestico
Da oggi, sabato 6 giugno, non si hanno più notizie di lei. Jessica Perorelli, nata a Ferrara, è scomparsa e non ha più dato notizie di sé. La Prefettura ha attivato il piano per la ricerca delle persone scomparse
È stata una serata di musica, emozioni e partecipazione senza particolari criticità quella di giovedì 5 giugno per il concerto di Vasco Rossi al Parco Urbano. Una festa per i primi 60mila filata via con un bilancio positivo sul fronte dell'ordine pubblico e della sicurezza, oltre che della gestione complessiva dell'afflusso di pubblico
A finire indagati erano stati il portavoce di Ferrara per la Palestina e un altro attivista. Dopo le relative indagini, il pm aveva chiesto l'archiviazione del procedimento per tenuità del fatto
Arresto convalidato e misura cautelare degli arresti domiciliari per il 29enne di nazionalità marocchina che, nella nottata tra mercoledì 3 e giovedì 4 giugno, intorno alle 3, era finito in manette con l'accusa di resistenza e lesioni personali dopo il folle inseguimento nella zona est di Ferrara
Rapinava, o meglio tentava di rapinare, giovani donne che transitavano per il centro cittadino minacciandole con un coltello. Tentativi falliti miseramente e che hanno portato al successivo arresto grazie alla reazione di una delle vittime e a un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri.
Finisce così, una domenica di maggio, la “carriera” di un rapinatore seriale di 33 anni di origini marocchine, il pluripregiudicato B.B., che nel solo pomeriggio del 2 maggio ha terrorizzato dapprima una 24enne, alle ore 14, poi alle ore 16 una minorenne di 17 anni la cui richiesta di aiuto ha permesso a Volanti e pattuglie dei militari di intercettare il responsabile poco distante e arrestarlo.
L’uomo agiva più o meno nello stesso modo: prendeva di mira giovani donne sole e isolate, avvicinandole con la scusa di chiedere informazioni su questa o quella via, per poi puntare il coltello e chiedere soldi. Il rapinatore, che aveva appena terminato un periodo di affidamento in prova per una condanna legata a reati di droga, non si spostava molto dalla sua residenza in centro storico a Ferrara. Entrambe le vittime di domenica hanno reagito dichiarando prontamente di non avere denaro con loro, così da far desistere subito il malvivente. Nel secondo caso, quello della minorenne, la vittima è stata aggredita in via Boccaleone e, quando il rapinatore si è dato alla fuga, lei ha avuto la fortuna di incrociare una pattuglia delle Volanti in corso Porta Reno alla quale ha chiesto aiuto descrivendo l’individuo. In poco tempo sono state fatte convergere nell’area anche le auto dei Carabinieri e l’uomo, dopo una breve ricerca, è stato individuato poco distante e arrestato. E’ stato trovato ancora in possesso del coltello e, una volta condotto in Questura per l’identificazione, le due vittime delle tentate rapine lo hanno riconosciuto dalle foto segnaletiche. Dopo l’udienza di convalida è stato portato in carcere dove si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.
“Polizia e Carabinieri erano sulle sue tracce – riferiscono il dirigente dell’Upgsp della Questura, Enrico Toselli, e il comandante del Norm dei Carabinieri Tindaro Caruso – anche perché vi erano già stati altri due episodi di rapina eseguiti con modalità simili il 1° maggio e la mattina del 2 maggio (una tentata rapina e una rapina consumata per circa 50 euro, ndr). E’ probabile possano riferirsi allo stesso soggetto, ma su questi episodi sono in corso approfondimenti. Importante per il risultato dell’operazione è stata la sinergia fra Polizia e Carabinieri, che in questo modo hanno potuto fermare un personaggio pericoloso per la sicurezza pubblica”.
Il 33enne arrestato lavorava come aiuto cuoco in un locale del centro cittadino e tecnicamente, avendo da qualche giorno terminato il periodo di affidamento in prova, poteva dirsi uomo libero. Non certo libero di rapinare, giovani donne, ovviamente, ma nemmeno tanto libero di circolare nel nostro Paese, trattandosi di un extracomunitario irregolare sul quale gravano provvedimenti di espulsione.
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