Un assegno scoperto da 150mila euro, che avrebbe dapprima ottenuto l’ok dalla stessa banca che qualche giorno dopo lo ha bloccato, è al centro del processo che vede un uomo di 87 anni accusato di truffa.
Quell’assegno lui lo aveva ottenuto nel luglio 2016 come caparra per la vendita di un terreno nell’area comacchiese da edificare e, dopo averlo effettivamente incassato, fece tre versamenti a tre diverse persone: due in relazione a lavori edili da effettuare sul terreno e uno per l’acquisto di bestiame.
Versamenti incassati dai rispettivi destinatari che, secondo quanto emerso lunedì mattina in udienza dalle parole di un maresciallo della Gdf che ha eseguito le indagini, svuotarono ben presto i conti.
Nel frattempo la banca aveva bloccato l’assegno e stornato i 150mila euro dal conto dell’odierno imputato, difeso in giudizio dall’avvocato Massimo Bissi.
Lo stesso, dopo essere stato denunciato dall’istituto di credito, presentò a sua volta una denuncia a carico dei tre e del quarto uomo che gli aveva consegnato il titolo scoperto. Denuncia che sembra non aver avuto poi un seguito investigativo.
Il giudice ha rinviato al prossimo 24 gennaio per sentire altri testimoni.
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