Il gip ha revocato la misura cautelare del carcere e disposto i domiciliari per Cristiano Cavicchi, figlio di Giancarlo, patron dell’omonimo gruppo coinvolto in un’inchiesta per bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio della Guardia di finanza di Roma.
Cavicchi junior, che è assistito dall’avvocato Marco Linguerri, la settimana scorsa aveva risposto a tutte le domande del gip durante l’interrogatorio di garanzia, cercando di chiarire la sua posizione e spiegando che il gruppo, di fatto (e come traspare anche dalla stessa ordinanza, a dire il vero), era largamente in mano al patron.
La procura e la Gdf capitolina stanno indagando sulle operazioni, considerate fraudolente, che hanno portato ai fallimenti di due società romane del Gruppo Cavicchi: La Colombina Srl, chiusa con un passivo da più di 9 milioni di euro, 6 dei quali in debiti nei confronti dell’Erario e oltre 3 di esposizione bancaria; e la Italia Resort Srl, con passivo da oltre 880mila euro, quasi tutto di debiti verso l’Erario.
Oltre che per Cristiano Cavicchi anche per il consulente fiscale del gruppo, Luigino Bellusci, era stato disposto il carcere come misura cautelare, mentre per il patron Giancarlo e per la moglie Franca Mingotti erano stati decisi fin da subito i domiciliari. Altre persone, coinvolte come prestanome fittizi per varie operazioni, sono state denunciate a piede libero.
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