Grattacielo. Gli sfollati cercano casa. “Porte chiuse agli stranieri”
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
Ancora strada di sangue nel Ferrarese dove, nel pomeriggio di domenica 21 giugno, poco prima delle 17.30, il 58enne Raffaele Catozzi di Massa Fiscaglia è morto in un incidente stradale mentre stava viaggiando a bordo del proprio scooter
Si chiamava Hamrouni Hassen, il 30enne di nazionalità tunisina morto dopo il tragico incidente stradale avvenuto nella serata di sabato 20 giugno - intorno alle 21.20 - lungo via Copparo
Un biglietto offensivo e dai toni intimidatori lasciato all’interno del cancello di casa, schiamazzi notturni e gruppi di giovani che si ritrovano nei parchi pubblici. È la situazione denunciata da Anna Ferraresi, ex consigliera comunale e residente a Pontelagoscuro
Ra'ed Dawoud resta in carcere a Ferrara. Il Tribunale del Riesame di Genova ha infatti confermato con una nuova ordinanza la misura della custodia cautelare nei confronti del palestinese detenuto nella casa circondariale dell'Arginone
Ha negato tutto a processo dopo aver pienamente confessato in sede di interrogatorio di garanzia. E il tribunale di Ferrara lo ha stangato con una condanna a 10 anni e 8 mesi di reclusione e una lunga lista d’interdizioni, oltre al divieto di avvicinarsi alla vittima.
Imputato di violenza sessuale pluriaggravata nei confronti della moglie è un uomo pakisatano di 36 anni residente nel centese, difeso in giudizio dall’avvocato Filippo Sabbatani.
L’uomo era accusato di aver costretto la moglie, 31 anni, a subire in particolare un rapporto sessuale completo sull’argine del Reno dopo che lei era appena scesa dall’autobus e dopo averla trascinata per un braccio, nonostante le sue proteste e il suo chiaro diniego motivato anche dal fatto che era incinta.
A fronte della prima ammissione davanti al Gip da parte dell’imputato, il processo sembrava destinato a chiudersi molto velocemente, celebrato peraltro allo stato degli atti, con una pena congrua che tenesse conto comunque della collaborazione e della confessione.
Invece nell’udienza dibattimentale di giovedì mattina ha ritrattato tutto, raccontando al collegio (presidente il giudice Piera Tassoni, a latere i giudici Alessandra Martinelli e Andrea Migliorelli) che non era vero niente, che la moglie si era inventata tutto, che il traduttore del tempo aveva riportato cose non vere – rischiando per questo anche di farsi denunciare per calunnia – e che lui era innocente.
Alla fine, a fronte di una richiesta di pena a 8 anni di reclusione avanzata dalla procura, i giudici hanno deciso di essere ancora più severi: 10 anni e 8 mesi di reclusione.
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