
L’immagine di copertina del gruppo I Pinguini estensi
La procura di Ferrara ha disposto il sequestro dei cellulari, tablet e computer degli amministratori dei “Pinguini estensi”, il gruppo Facebook, ora rimosso dopo gli articoli di Estense.com, balzato agli onori delle cronache e di una tv nazionale per la sacca di haters che si scagliava con inaudita violenza verbale contro governo, istituzioni, personalità della società civile.
Nel gruppo anche assessori
Ad amministrare il gruppo – che contava quasi 5mila membri tra i quali anche assessori della giunta di Alan Fabbri – erano persone militanti della Lega per Salvini premier di Ferrara o orbitanti negli ambienti di destra.
Il sequestro avviene nell’ambito del procedimento che vede come parte offesa l’avvocato Fabio Anselmo, assistito dei colleghi Alessandra Pisa e Bernardo Gentile.
La denuncia
Anselmo denunciò sia amministratori che moderatori, e così finirono nel registro degli indagati Sergio Tracchi (fondatore del gruppo e intimo di Naomo Lodi, tanto da seguirlo in campagna elettorale munito di telecamera; Paolo Pennini, candidato con la lista leghista Ferrara Cambia, Arianna Pocaterra, Paola Romani, Alberto Ferretti (già candidato sindaco con la Destra), Raffaella Breveglieri e i moderatori Stefano Mezzetti e Stefano Giglioli.
I commenti
Anselmo li chiama in causa per un paio di commenti apparsi sul gruppo e mai cancellati. La moderazione infatti lasciava molto a desiderare in termini di equidistanza, tanto che a volte si vedeva bannato dal gruppo chi si permetteva di segnalare offese o istigazioni a delinquere.
I sequestri serviranno anche a valutare il procedimento connesso che vede indagati per diffamazione aggravata i commentatori che si scagliarono contro l’avvocato ferrarese e ora indagati per diffamazione aggravata: Massimo Girotti e Franco Mari.
Il primo sulla pagina dei Pinguini estensi, inserendosi in una discussione sull’eventuale risarcimento che sarebbe spettato alla famiglia Cucchi per l’omicidio di Stefano, “gli avvocati difendono gli assassini, e spacciatori, non sono altro che assassini loro e difendere uno spacciatore che non è altro che un venditore di morte e un rovina famiglie, devono essere condannati a morte entrambi”.
Il secondo si pronunciava sempre contro Anselmo, definendolo “il numero uno dei delinquenti, mangiasoldi a tradimento, una zecca di uomo, non ha mai difeso un innocente, anzi li ha fatti condannare, io ne so qualcosa, schifezza di uomo”.
La consulenza
Il pm Isabella Cavallari – dopo l’input del gip Carlo Negri che aveva chiesto un supplemento di indagini – ha incaricato due consulenti, Michele Ferrazzano e Giuseppe Montagnola, che avranno 60 giorni di tempo per esaminare il materiale informatico e verificare la presenza nei dispositivi di eventuali contenuti utili alle indagini.
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