Cronaca
21 Novembre 2020
L'imputato già condannato per il caso Automec. Per lui e altri 4 c'è aggravante del reato transnazionale

Truffa delle auto, il pm chiede 6 anni e mezzo per Sbarro

di Redazione | 2 min

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In più occasioni era andato sotto casa di lei, suonando ininterrottamente il campanello e pretendendo, dietro la promessa di spaccare tutto o di divulgare video intimi fatti insieme, che lei scendesse. Altre volte l'aveva minacciata di morte per messaggio. Tutto perché lei aveva scelto di interrompere la relazione affettiva che la legava a lui e lui non lo aveva accettato

Il pm Andrea Maggioni ha chiesto 6 anni e sei mesi per Francesco Sbarro, noto nelle aule di giustizia perché, insieme ai suoi complici, venne condannato a 2 anni e 7 mesi per il processo Automec, che costò allo Stato una frode da 20 milioni di euro.

Ora lui e altre 4 persone devono rispondere a vario titolo di truffa, appropriazione indebita, evasione dell’Iva, falsa fatturazione e associazione a delinquere. Secondo la procura gli imputati avrebbero coltivato un giro di affari da circa 700mila euro, frutto della classica frode carosello, grazie agli sgravi sull’Iva per l’acquisto dei beni strumentali, come è il caso delle automobili per un autonoleggio come la Capital Rent di Rovigo, che per gli inquirenti sarebbe stato uno dei primi tasselli del giro di affari su cui nel 2012 partirono le indagini.

Secondo le accuse, la presunta associazione a delinquere faceva arrivare le macchine dalla Germania aggirando l’Iva e passando attraverso una società fittizia per poi essere immesse sul mercato “pulite” dell’imposta. Attraverso triangolazioni con società di comodo, sarebbero state emesse fatture per operazioni inesistenti. Ottenendo un doppio danno: allo Stato e al regime concorrenziale del mercato.

Al termine della sua requisitoria, il pm, oltre alla condanna di Sbarro, ha chiesto 2 anni per Sandro Tuffanelli e pene fino a 3 anni per gli coimputati. Gran parte della discussione, che continuerà a gennaio, si incentra sull’esistenza dell’aggravante del reato transnazionale. Per la procura gli imputati, infatti, farebbero parte di un gruppo criminale organizzato con base in Germania.

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