Eventi e cultura
5 Settembre 2020
Domenica sera al Ridotto del Teatro comunale l'evento per ripercorrere la carriera dell'artista copparese che festeggia 90 anni

Sold out il compleanno del tenore Barioni

di Redazione | 2 min

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Da sinistra: Barioni, Govoni e Ghedini

È già sold out per “Buon Compleanno Maestro”, l’evento in programma domenica sera, alle 21, al Ridotto del Teatro Comunale, nell’ambito della rassegna Estate al Teatro Comunale. Protagonisti saranno il tenore Daniele Barioni, che proprio domenica festeggerà i suoi 90 anni, e il libro “L’uva e l’acciaio” (Giraldi Editore), della giornalista e scrittrice Camilla Ghedini, con introduzione di Paolo Govoni, presidente della Camera di Commercio di Ferrara, che del testo ha avuto l’idea.

A condurre la serata sarà la stessa Ghedini, che modererà gli interventi di Barioni, Govoni e Maria Cristina Osti. Il programma prevede infatti la partecipazione dei vincitori del Concorso Lirico Internazionale Città di Ferrara e del Premio Barioni con l’esibizione del soprano Chiara Isotton e del tenore Andrea Bianchi, accompagnati al pianoforte da Kaori Suzuki.

A confronto saranno dunque due generazioni di artisti, così come nel libro, a confronto, in un dialogo immaginario, sono un Barioni a sipario abbassato e un giovane Agostino, aspirante tenore più per ambizioni paterne che personali. Focus de L’uva e l’acciaio, di cui esiste già una versione inglese, Grapes and steel, che a pandemia finita sarà presentato anche a New York – come annunciato nei giorni scorsi da La Voce di New York – è il concetto di talento. Daniele Barioni, figlio di agricoltori, nasce a Copparo. A 18 anni parte per studiare canto a Milano, dove al Teatro Nuovo debutta nel 1954 come Turiddu nella Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni. Tra il pubblico c’è Rudolf Bing, direttore del Metropolitan di New York, che decide di scritturarlo.

Il 20 febbraio del 1956 Barioni sostituisce Giuseppe Campora, influenzato, nel Cavaradossi de La Tosca di Puccini, diretto da Dimitri Mitropoulos. È un successo. I quotidiani titolano del giovane contadino che fece tremare il Metropolitan. Ha inizio così la sua leggenda. Nel 1957, a New York, sposa la pianista di fama mondiale Vera Franceschi, che muore prematuramente nel 1966. Tra i riconoscimenti, il Premio Caruso nel 2012, il titolo di Grande della lirica nel 2015, l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica nel 2018.

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