Cronaca
4 Settembre 2020
Sentiti l'imputato e la parte offesa, il 22 ottobre tocca al perito per analizzare le intercettazioni telefoniche

A processo per maltrattamenti contro la moglie

di Elisa Fornasini | 2 min

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C’è una storia familiare molto difficile dietro al processo che vede alla sbarra S.B., 32enne straniero, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie, presente all’udienza di giovedì mattina per portare la propria testimonianza.

Interrogata dal giudice Silvia Marini, la parte offesa ha raccontato di subire da tempo maltrattamenti da parte del marito, attualmente sottoposto agli arresti domiciliari a casa del fratello.

Una serie di episodi ancora da chiarire, perché la donna non è nuova a compiere atti di autolesionismo. Gli ematomi presenti sul suo corpo sarebbero risultati autoinferti dopo accese discussioni sulla gestione familiare. Anche la certificazione medica prodotta dopo l’indagine confermerebbe questa impostazione.

Un’indagine partita da un’accusa di tentato omicidio, quando la donna ha raccontato di essere stata accoltellata dal marito al culmine dell’ennesima lite. Nel corso delle attività investigative per ricostruire nel dettaglio la vicenda, è emerso che la coltellata è stata inferta autonomamente. È così caduta la denuncia per tentato omicidio ma è rimasto in piedi il campo di imputazione per i maltrattamenti.

L’accusa sostiene infatti che la condotta di autolesionismo sia legata agli abusi subiti, una sorta di sfogo per chiedere aiuto. Nel corso dell’udienza precedente l’imputato ha ricostruito un rapporto familiare complesso: non ha negato i litigi ma non ha mai parlato di maltrattamenti, quanto di una donna che andava in escandescenze a ogni appunto sulla propria vita o sulla gestione dei figli.

Necessario, in questa cornice, l’intervento di uno specialista. La donna, assistita dall’avvocato Sisini, è in cura da uno psicoterapeuta. Concluso l’esame dei testimoni, il processo è stato rinviato al 22 ottobre, quando verrà sentito il perito per analizzare le intercettazioni telefoniche e chiarire ulteriori prove verso la sentenza.

Intanto l’avvocato difensore Pasquale Longobucco ha chiesto la revoca della misura degli arresti domiciliari che il 32enne sta scontando nell’abitazione del fratello. Il giudice Marini si è riservato e nei prossimi giorni è attesa una decisione.

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