Politica
28 Agosto 2020
La senatrice ferrarese del Pd sull'accorpamento con Ravenna: “Operazione risulterebbe penalizzante per il settore economico”

Camera di Commercio, accolto il ricorso di Boldrini per evitare la fusione

di Redazione | 2 min

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È stato accolto il ricorso depositato lunedì dalla senatrice Pd, Paola Boldrini, contro l’inammissibilità degli emendamenti presentati a supporto dell’autonomia della Camera di Commercio di Ferrara rispetto all’accorpamento con Ravenna.

Il documento, come riepiloga Bodrini, “fatta salva la virtuosità del nostro ente camerale”, verte sulla necessità, in una fase delicata come quella dell’emergenza sanitaria in corso, “di evitare una operazione che risulterebbe penalizzante per il settore economico, con particolare riferimento alle imprese”.

Ora, il ricorso sarà a stretto giro discusso in commissione congiunta Affari Costituzionali e Bilancio. Soddisfatta, seppur prudente, Boldrini, che auspica un riesame della situazione e assicura comunque “che altri emendamenti presenterò al Decreto Agosto”, di prossima discussione, con riferimento all’articolo 61 che vorrebbe un’accelerazione delle fusioni.

Sulla materia si registra anche l’intervento di Maura Tomasi e Emanuale Cestari, parlamentari ferraresi della Lega: “L’accelerazione agostana impressa dal Governo al processo di fusione delle Camere di Commercio non ha senso, né istituzionale né territoriale. Come avevo già dichiarato, insieme al collega Cestari, siamo contrari alla fusione della Cciaa estense con quella ravennate, perché non produrrà alcun sensibile miglioramento, essendo l’ente ferrarese già virtuoso, e perché rischia di penalizzare un territorio che ha bisogno di avere un proprio coordinamento economico locale, come le stesse associazioni di categoria hanno riconosciuto. Il Governo – sostengono – deve farsi carico di fare marcia indietro, presentando lui stesso, al Senato, un emendamento soppressivo, e avviare un percorso parlamentare, utilizzando eventualmente anche il ddl Rufa che la Lega ha presentato nel 2018, che tenga conto delle esigenze dei territori e della recente sentenza della Corte costituzionale”. Su questo chiedono l’appoggio da parte del Pd.

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