Grattacielo: “Si aspettava solo la miccia”
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
"Il fatto che non si siano trovate soluzioni è abbastanza surreale". L'ex ministro Andrea Orlando (Pd) a Ferrara per parlare di sviluppo economico del territorio interviene brevemente anche sullo sgombero del Grattacielo
Riceviamo e pubblichiamo integralmente le dure critiche rivolte al sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, dai Volontari e Volontarie Comitato Torri ABC Grattacielo, che contestano le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal primo cittadino in merito alla situazione del Grattacielo e alle operazioni di sgombero
"Evitiamo di dire che va tutto bene, nel nostro paese ci sono crisi industriali spesso non presidiate dal governo ed è molto importante portarle all'attenzione". È da qui che Andrea Orlando (Pd) parte nel delineare la situazione economica italiana e ferrarese
Dopo lo sgombero delle torri A e C del Grattacielo, concluso giovedì 12 febbraio, la tensione si è spostata dai piani dell'edificio ai social network. Al centro della polemica, due fotografie pubblicate dal sindaco Alan Fabbri nei commenti al proprio post serale
Pecca forse di distrazione il gruppo consiliare del Partito Democratico che attacca il sindaco e l’Amministrazione comunale per l’assenza di Ferrara tra le 28 città finaliste che si contendono il titolo di Capitale italiana della Cultura 2022.
I dem ricordano la candidatura annunciata “in pompa magna” da Alan Fabbri a febbraio (prima che scoppiasse l’emergenza sanitaria), con l’annuncio anche della costituzione del Comitato promotore, ma dimenticano che la stessa Amministrazione rinunciò a presentare la candidatura per il 2021 ritenendo improbabile che dopo Parma (vincitrice per il 2020) sarebbe stata scelta un’altra città emiliana l’anno successivo. Ora, la questione è che con l’emergenza Covid-19 il titolo assegnato a Parma è stato prorogato proprio per l’anno 2021 e appare dunque coerente con la decisione precedente quella di non concorrere per il 2022, puntando a questo punto al 2024, visto che il 2023 è stato simbolicamente già assegnato dal Governo a Bergamo e Brescia, città che hanno subito un forte impatto dall’emergenza coronavirus.
Secondo i dem, invece, che appaiono fortemente sorpresi, dell’annunciata candidatura, “(come di tante altre cose…) si sono perse le tracce. Almeno fino a ieri, quando è uscita la lista delle 28 pretendenti: da Bari all’Aquila, da Pisa a Verona. Con Ferrara non pervenuta. Senza che si sappia più nulla del Comitato promotore (è stato costituito? Da chi è formato? Ha lavorato o meno sulla candidatura?), né delle scelte del Comune (l’abbiamo data persa? Si presenterà la candidatura per il 2024, visto che il Mibact ha già deciso che il 2023 Bergamo e Brescia saranno le due Capitali della Cultura italiane?), né sia stato comunicato nulla alla città e agli operatori del commercio, della cultura e del turismo, già in grave crisi a causa del Covid, che perdono così una grande occasione di rilancio”.
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