In tasca 140 dischetti di droga sintetica
Ieri pomeriggio, venerdì 28 agosto, i Carabinieri della Stazione di Codigoro hanno arrestato un 30enne senza fissa dimora, sorpreso con un ingente quantitativo di droga sintetica ad elevata tossicità
Ieri pomeriggio, venerdì 28 agosto, i Carabinieri della Stazione di Codigoro hanno arrestato un 30enne senza fissa dimora, sorpreso con un ingente quantitativo di droga sintetica ad elevata tossicità
A finire nei guai è un 31enne residente in provincia. L'operazione è nata quando gli agenti hanno notato l'uomo allontanarsi a forte velocità dallo scalo ferroviario in direzione Pontelagoscuro, dopo aver lasciato un connazionale nel piazzale della stazione
Il riconoscimento esprime la "profonda stima della comunità di Terre del Reno nei confronti di una figura che, attraverso il proprio ministero episcopale, ha saputo promuovere i valori universali della solidarietà, della pace, dell’inclusione, del dialogo e del servizio alla persona"
Un progetto di sistema, frutto di approfondimenti inediti per capillarità, mai fatti prima, che mira a intervenire con forza in modo risolutivo sulla rete fognaria del Villaggio Africano
Prima i mobili dismessi accatastasi a pochi centimetri dai fiori. Poi le fotografie strappate e i vasi rovesciati. È stato vandalizzato il piccolo spazio dedicato alla memoria di Samanta Zironi, la cinquantenne trovata senza vita lo scorso 30 maggio
Cento. “Faceva la pulizia del banchino e dei vestiti con l’aria compressa, non aveva una mascherina. Alla Baltur ha inalato molte fibre, anche perché il riscaldamento era con aria forzata, con la ventilazione che metteva in circolo la polvere”. Sono le parole di Alberto Alberti dell’Associazione esposti amianto in merito a Gianpaolo Brugioni, l’ex operaio morto per mesotelioma, pronunciate come testimone nel processo per omicidio colposo a carico dell’ex patron Giovanni Fava.
Alberti ebbe contatti con Brugioni perché è a lui che si rivolse per le pratiche con l’Inail per il riconoscimento della malattia professionale. “Non sapeva che ci fosse amianto dove lavorava”, ha raccontato Alberti. L’uomo ha parlato anche dei precedenti lavori dell’operaio – secondo la difesa fu proprio entrò in contatto con l’amianto e non invece alla Baltur – sia alla Riva Mariani che alla Soimi al petrolchimico e ha escluso per conoscenza diretta dei siti e anche per via dell’attività svolta da Brugioni che si fosse esposto alle eventuali fibre.
Il processo proseguirà con altre due udienze a marzo e maggio.
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