Attualità
29 Agosto 2026
Vandalizzato il piccolo memoriale nato davanti al condominio di via Gatti Casazza, a Barco, dopo il femminicidio della 50enne

Sfregio al ricordo di Samanta Zironi: foto strappate e fiori rovesciati

di Elena Coatti | 2 min

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Prima i mobili dismessi accatastasi a pochi centimetri dai fiori. Poi le fotografie strappate e i vasi rovesciati. È stato vandalizzato il piccolo spazio dedicato alla memoria di Samanta Zironi, la cinquantenne trovata senza vita lo scorso 30 maggio nell’appartamento di via Stefano Gatti Casazza 25, al Barco.

A poco meno di tre mesi dalla sua morte, qualcuno ha preso di mira proprio quel piccolo memoriale che le vicine di casa avevano costruito sotto la cassetta delle lettere del condominio: una pedana coperta da un drappo rosso, fiori, candele, nastri e alcune fotografie di Samanta. Sul muro, un cartello scritto a mano: “No alla violenza sulle donne. Ciao Samanta” e l’invito a denunciare contro il femminicidio.

Secondo quanto segnalato alla redazione di Estense.com, già nella giornata di giovedì 27 agosto accanto alla pedana erano comparsi diversi mobili dismessi, abbandonati proprio a ridosso dello spazio dedicato alla donna. Venerdì mattina, però, la scena era ulteriormente cambiata: le fotografia di Samanta strappate, mentre i vasi e i mazzi fiori erano stati rovesciati sulla pedana.

Un gesto compiuto da una mano al momento sconosciuta e che assume un peso ancora maggiore per il luogo in cui è avvenuto. Quel piccolo angolo era uno dei segni lasciati dal quartiere dopo la morte della 50enne e dalla mobilitazione contro la violenza sulle donne che aveva attraversato il Barco.

Era il 10 giugno quando circa un centinaio di persone si era ritrovato nel vicino Parco della Libertà per per partecipare alla camminata in ricordo di Samanta. Prima della partenza, alcune vicine di casa avevano indicato proprio quelle fotografie e quei fiori, raccontando tra le lacrime di averli sistemati insieme.

“Questo l’abbiamo fatto io e la signora Gloria, per Samanta questo e altro”, aveva raccontato allora la signora Simona. “Lei aveva un cuore molto grande”. Parole che oggi rendono ancora più evidente il significato di ciò che è stato danneggiato: un gesto spontaneo di vicinanza nato nello stesso condominio in cui Samanta viveva.

Zironi era stata trovata morta il 30 maggio scorso all’interno della propria abitazione, uccisa da una coltellata al torace. Del delitto è gravemente indiziato il marito, il 52enne Vladimiro Lombardi, attualmente in carcere, nei cui confronti il procedimento giudiziario è ancora in corso.

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