Cronaca
9 Gennaio 2020
Un chirurgo è indagato per la morte della signora Nadia Ganzaroli deceduta a seguito di un tumore che non venne diagnosticato al Sant'Anna

Colpa medica, il giudice si riserva sull’archiviazione

di Daniele Oppo | 1 min

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Il gip si è riservato sull’opposizione all’archiviazione presentata dalla famiglia di Nadia Ganzaroli nei confronti di un medico del Sant’Anna indagato per omicidio colposo per un supposto errore nell’effettuazione degli esami diagnostici.

La donna è deceduta a 61 anni nel febbraio del 2018 per un tumore ovarico e già prima, assistita dall’avvocato Olga Ferroni, aveva denunciato il medico, un chirurgo, per lesioni colpose in quanto la mancata diagnosi nel 2016 avrebbe aggravato la sua condizione. Una prima consulenza richiesta dalla procura di Ferrara le aveva dato ragione, ma nell’incidente probatorio chiesto e ottenuto dalla difesa (avvocato Michele Ciaccia) è emerso il contrario: i risultati negativi ottenuti dalla biopsia sul linfonodo asportato dal medico non erano frutto di un suo errore, ma con molta probabilità un falso negativo, che non sarebbe un’evenienza insolita in questi casi. Sulla scorta di ciò il pm aveva chiesto l’archiviazione.

Nell’udienza di mercoledì pomeriggio la difesa ha depositato anche una consulenza del medico legale Lorenzo Marinelli, già inserita nel parallelo giudizio civile, che esclude anch’essa responsabilità dell’indagato.

Per la famiglia della signora Ganzaroli invece gli atti devono tornare alla procura affinché approfondisca il comportamento tenuto dal medico e valuti se sia stato corretto a fronte della biopsia negativa.

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