Ormai è un habitué del tribunale Stefano Tarascio, 30enne campano abbonato alla truffa e oggi in carcere per scontare un cumulo di pene. Venerdì era davanti al giudice Giulia Caucci per rispondere di ben 15 capi d’imputazione, 14 dei quali relativi a truffe informatiche commesse tra 2014 e 2017.
Quasi tutte frodi realizzate utilizzando codici rubati di carte di credito, trovati su internet sapendo bene dove cercarli. Con i soldi altrui Tarascio – difeso dall’avvocato Filippo Sabbatani – ha comprato, tra le altre cose, un biglietto aereo Alitalia da 2.100 euro, una macchinetta per il caffè Nespresso con cialde da 500 euro, un mobile da Mondo Convenienza (ma il pagamento venne bloccato), biglietti aerei, iPhone e iPad. Il tutto in genere per essere rivenduto, soprattutto i biglietti e i dispositivi informatici, sui siti internet specializzati, senza poi effettuare alcuna consegna.
Bravo ad architettare tutto, Tarascio ha peccato in un una cosa fondamentale: come già in precedenti casi, ha fornito una Postepay a lui intestata come mezzo per il pagamento e il telefono cellulare comunque a lui riconducibile (quello della compagna). Dopo le denunce delle vittime, la Polizia postale non ha dunque faticato troppo a risalire a lui.
Venerdì sono stati sentiti ben otto testimoni di polizia giudiziaria provenienti da mezza Italia. La fine dell’istruttoria è stata fissata per il prossimo 20 maggio e verrà messa in calendario anche un’altra data per la discussione. Facile dunque che alcuni dei capi d’imputazione arriveranno a prescriversi in tempo per l’appello. Tarascio comunque avrebbe finalmente intenzione di confessare davanti al giudice, non solo in questo procedimento, nella speranza di guadagnare qualche beneficio e abbreviare la sua permanenza in carcere.
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