Lavori stradali in via Eridano e via Calzolai: restringimenti e senso unico alternato
Cantieri tra il 24 e il 30 settembre per il rifacimento della pavimentazione. Possibili rallentamenti soprattutto in uscita dalla città
Cantieri tra il 24 e il 30 settembre per il rifacimento della pavimentazione. Possibili rallentamenti soprattutto in uscita dalla città
Sarà la prima edizione di Sport Is Live/Life – Ricordando Fabio Falchetti senza Alex Zanardi, scomparso lo scorso 1° maggio. La manifestazione, che venerdì 25 settembre alla Nuova Darsena di San Paolo aprirà il secondo Ferrara Sport Festival, torna a mettere al centro lo sport paralimpico e inclusivo
Una rimodulazione del servizio dei militari dell'Esercito, impiegati nell'operazione Strade Sicure, i cui orari e modalità di pattugliamento saranno riorganizzati per garantire una copertura ancora più capillare e flessibile dei quadranti più sensibili della città. È la decisione presa nell'ultimo Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica
Come costruire un Progetto di Vita realmente personalizzato per le persone con disabilità? Quale ruolo per le famiglie, i professionisti, i servizi e il territorio? E quali prospettive si aprono alla luce dell'imminente entrata in vigore della Riforma sulla disabilità il prossimo primo gennaio 2027? Sono alcuni dei temi al centro del convegno nazionale "Progetto di Vita - Disabilità outofthe box",
Dieci mesi di lavoro, incontri, sperimentazione e relazioni prendono forma nelle opere di "Mescolando Colori", il progetto promosso da Cooperativa Azioni di Ferrara per mettere al centro la creatività e la partecipazione di persone con disabilità fisiche, cognitive, sensoriali e psichiche
Nell’era della giunta Fabbri, dopo la decisione di non aprire la biblioteca nelle Corti di Medoro, adesso si rischia di depauperare ulteriormente il quartiere sud della città.
C’è infatti il rischio che possa chiudere l’Università popolare che ha sede presso l’istituto comprensivo “F. De Pisis” di viale Krasnodar, i cui servizi di gestione sono organizzati dal Comune di Ferrara.
Il timore è contenuto nel question time che il consigliere pentastellato Tommaso Mantovani ha sottoposto alla giunta per discuterlo nel corso del prossimo consiglio comunale.
Il consigliere del M5S fa presente che “le periferie urbane rappresentano spesso i luoghi di maggiore concentrazione della popolazione cittadina, con maggiori criticità dovute a fenomeni di mobilità lavorativa o di immigrazione e conseguenti fragilità di natura socio-economica”. E ricorda che durante la commissione consiliare del 7 ottobre, si è parlato di come a Ferrara un’esperienza come quella della biblioteca “G. Bassani” del quartiere Barco, inaugurata nel nuovo edificio nel 2002, “costituisca con la sua attività un eccellente luogo di aggregazione e di riferimento culturale per la città intera, ma in particolar modo per la popolazione del quartiere e di quelli limitrofi”.
Se si considera quindi che il quartiere di via Bologna risulta essere il più popoloso della città, con 25613 abitanti (al 31/12/2018) e che “tale popolazione è destinata ad aumentare, con l’afflusso di inquilini e proprietari al nuovo complesso delle Corti di Medoro di via Beethoven, comprendente uno studentato con 123 posti-letto e 223 alloggi in social housing, di consegna imminente”, ecco che l’Università popolare “rientra in una visione sinergica di polo di riferimento e rivitalizzazione culturale per tutto il quartiere, insieme ad altre esperienze, in essere o previste, con investimenti sul sociale e sulla solidarietà, come la biblioteca G. Rodari e l’associazione “Viale K”, presenti nello stesso edificio o nelle immediate vicinanze”.
E le attività dell’Università popolare “fungono ormai da cinque anni da luogo di aggregazione per circa 300-400 persone ogni anno accademico, del quartiere e non, con un’offerta formativa di 15-20 corsi, a prezzi volutamente popolari”.
Le attività si tengono in orario serale, con un contratto annuale con la dirigenza scolastica di 500 euro. A questo punto il consigliere chiede come la giunta comunale “intenda intervenire ed ovviare alle criticità emerse nei rapporti tra l’associazione e la dirigenza dell’istituto ospitante, anche di natura economica, per garantire continuità alla funzione di luogo di aggregazione e di riferimento culturale per tutto il quartiere di v. Bologna, grazie alle attività didattiche ivi tenute”.
“Il quartiere più popoloso della città – commenta Mantovani – finirebbe per perdere uno dei pochi riferimenti culturali che possiede. Dopo 5 anni di attività, non vorremmo che chiudesse un luogo di aggregazione e di formazione culturale destinato agli adulti e ai lavoratori, con corsi accessibili a tutti”.
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