Cronaca
20 Luglio 2019
Svolta nel cold case sul giovane 21enne: chiuse le indagini nei confronti di due ex carabinieri e di un idraulico. L'avvocato della famiglia: “È un primo passo, questa volta c'è la volontà di andare fino in fondo”

Tre persone sono indagate per l’omicidio Minguzzi

di Daniele Oppo | 2 min

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Pier Paolo Minguzzi

La procura di Ravenna ha notificato tre avvisi di chiusura indagini nei confronti di tre persone diverse, ritenute coinvolte nell’omicidio del 21enne Pier Paolo Minguzzi, avvenuto nel 1987.

Minguzzi, che in quel periodo faceva il carabiniere di leva a Mesola, era uno studente universitario, figlio di una famiglia di imprenditori di Alfonsine di Ravenna, e venne sequestrato la notte del 21 aprile del 1987 mentre stava tornando a casa, dopo aver riaccompagnato la fidanzata. Probabilmente venne ucciso la notte stessa. Nei giorni successivi la famiglia ricevette la richiesta di pagamento di un riscatto da 300 milioni di lire. Il 1° maggio, però, il corpo senza vita di Minguzzi venne ritrovato legato a un’inferriata nel Po di Volano, in località Ca’ Rossa a Codigoro.

Gli indagati sono tre, due dei quali sono ex carabinieri che all’epoca erano in servizio ad Alfonsine: si tratta di Orazio Tasca, 54 anni e Angelo Del Dotto, 56 anni. Il terzo indagato è l’idraulico Alfredo Tarroni, 63 anni.

Per gli inquirenti – le indagini sul cold case, coordinate dalla procura, sono seguite dalla squadra Mobile di Ravenna e dallo Sco di Roma – devono rispondere di concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione, omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere.

“È un primo passo – commenta l’avvocato Paolo Cristofori del Foro di Ferrara, che assiste la famiglia di Minguzzi -. Sta a significare che questa volta c’è la volontà di arrivare fino in fondo dopo 32 anni per avere giustizia per la famiglia e per Pier Paolo. La nostra fiducia cresce”.

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