
(foto di Alessandro Castaldi)
“Sussistono fondati motivi per impugnare la condanna, già ridimensionata con l’assoluzione dai reati di bancarotta, ed ottenere l’assoluzione piena dalla Corte di Appello di Bologna”. È la posizione espressa dalla difesa di Daniele Forin, avvocati Livia Chiara Mazzone e Pierfrancesco Carmine Fasano della società Fasano Paulovics di Milano, dopo la lettura delle motivazioni della sentenza Carife.
Forin, ex direttore generale di Carife, lo ricordiamo, è stato condannato a 2 anni e 3 mesi di reclusione (con pena sospesa) per falso prospetto informativo, aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza (stessi reati che hanno portato alla condanna anche dell’ex presidente Sergio Lenzi). “La sentenza del Tribunale di Ferrara ha deciso per la prima volta su questioni che potrebbero costituire un precedente per banche e risparmiatori, tali da meritare di essere esaminate dai giudici superiori fino in Cassazione”, concludono i due legali.
Sull’altro fronte, quello delle parti civili, è l’avvocato Gianni Ricciuti a commentare con soddisfazione le argomentazioni usate dai giudici estensi. “La motivazione può essere utile anche in questo contesto in cui aspettiamo l’ultima parte del decreto attuativo per i rimborsi agli azzerati”, spiega l’avvocato che, come tutti i risparmiatori, spera che il meccanismo stabilito dal governo non preveda una rinuncia ad altre azioni da parte dei risparmiatori in caso di ottenimento del rimborso.
“Il tribunale – rileva ancora Ricciuti – dice chiaramente che i vertici della Carife hanno fatto ricadere il rischio sui piccoli investitori e su quelli che non erano in grado di valutare i rischi, ed è quello che abbiamo sempre detto quando tutelavamo gli azzerati. La tesi difensiva della banca, anche nelle cause civili e negli arbitrati Anac, era che chi è azionista si assume il rischio e quindi è disponibile a perdere i soldi: non era vero perché hanno fatto passare per esperti anche quelli che esperti non erano. Le motivazioni possono aiutare gli azzerati ad ottenere anche in un eventuale contenzioso civile successivo tutti i soldi che hanno perso”.
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