Cronaca
5 Luglio 2019
Biancucci estinguerà il reato di omissione di soccorso con la messa in prova. Il giorno del delitto non era a conoscenza delle intenzioni dell'amico

Non partecipò all’omicidio, ma non aiutò le vittime: sei mesi ai servizi sociali per l’amico di Bertocchi

di Ruggero Veronese | 2 min

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Era convinto di accompagnare l’amico Simone Bertocchi a Fossanova San Marco per aiutarlo a compiere dei lavori edili, e invece si ritrovò suo malgrado ad assistere a un omicidio a sangue freddo. E in quel momento fatale, quando Bertocchi sparò uccidendo Roberto Tosi Savonuzzi e ferendo la moglie Raffaella Pareschi, era troppo terrorizzato per riuscire a mettersi contro l’amico e aiutare i due anziani coniugi.

È questa la dinamica che ha portato al processo per omissione di soccorso di William Biancucci, conclusosi ieri mattina con l’estinzione del reato mediante sei mesi di messa in prova ai servizi sociali, proposta dall’avvocato Francesco Andriulli e accolta da procura e tribunale. Mancano ora solo alcuni passaggi tecnici  organizzativi per stabilire con esattezza dove e quando Biancucci inizierà il periodo di servizi socialmente utili, che dovrebbero in ogni caso partire verso fine settembre.

Biancucci inizialmente era stato indagato insieme a Bertocchi con le ipotesi di favoreggiamento e concorso in omicidio, ma la sua posizione fu stralciata dall’inchiesta principale in quanto venne appurato che in quel 24 luglio del 2016 non era a conoscenza delle reali intenzioni dell’amico, che gli aveva mentito per convincerlo ad accompagnarlo.

Il resto, purtroppo, è storia nota: Bertocchi si recò dai Savonuzzi per ‘appianare’ alcune divergenze legate a dei lavori di manutenzione da svolgere nell’abitazione. La coppia infatti viveva in affitto in una casa di proprietà della famiglia dell’allora fidanzata dell’omicida e in quelle settimane erano sorte delle discussioni su chi dovesse far eseguire e pagare alcune opere edilizie. Quella domenica, il 24 luglio 2016, Savonuzzi fu ucciso da Bertocchi per una sorta di ‘difesa preventiva’: l’uomo infatti dichiarò di aver sparato per la paura che l’inquilino si stesse recando in garage per prendere il proprio fucile. Una versione che ovviamente non ha evitato la condanna definitiva all’ergastolo per Bertocchi, che non solo sparò a Savonuzzi girato di schiena, ma anche a sua moglie accorsa per soccorrerlo. Una scena a cui Biancucci assistette in prima persona ma, paralizzato dalla sorpresa e dalla paura, non riuscì a reagire.

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