Cronaca
6 Giugno 2019
Due 20enni indagate per estorsione e circonvenzione d'incapace, sentito in incidente probatorio il perito per valutare la capacità di testimoniare da parte della vittima

Raggirato con promesse sessuali, il suo racconto è coerente

di Daniele Oppo | 2 min

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Ha un lieve disturbo intellettivo, ma il suo racconto è coerente e credibile, anche se la memoria non è perfetta. È il responso del perito nominato dal tribunale per valutare la capacità di testimoniare di un ragazzo ventenne, circuito da due sue coetanee che con promesse sessuali gli spillarono circa 2mila euro nell’arco di due anni.

Il perito è stato sentito dal giudice in incidente probatorio nella mattina di mercoledì 5 giugno e ha confermato che la vittima (assistita dall’avvocato Michele Ciaccia e già sentita a sua volta in incidente probatorio) associa gli avvenimenti ai volti delle persone, anche se mostra difficoltà nella collocazione temporale. Per l’esperto il ragazzo è facilmente raggirabile e la frequentazione scolastica e il rapporto di amicizia avrebbero dato l’opportunità alle due ragazze (che sono difese dall’avvocato Giovanni Sorgato) di rendersi conto dei suoi problemi.

Ora gli atti sono stati restituiti al pubblico ministero per le valutazioni del caso: siamo ancora nella fase delle indagini preliminari. Le ipotesi accusatorie al momento sono quelle di estorsione e circonvenzione d’incapace.

Le promesse di natura sessuale rimanevano tali, ma il giovane, a colpi di 150-200 euro alla volta prelevati di nascosto dalle finanze di famiglia, ci cascava ogni volta, anche quando gli chiesero ben 500 euro, dicendogli che avevano già prenotato la camera d’albergo. Una cifra troppo alta, e così il ragazzo venne convinto a rubare i soldi non solo ai genitori ma anche ai nonni, dovendo sottostare anche al ricatto: se non avesse preso e consegnato loro i soldi, le due giovani avrebbero raccontato tutto sui precedenti furti ai suoi genitori. Ma proprio in questa occasione, gli stessi genitori si sono accorti degli ammanchi e hanno fatto confessare il figlio denunciato poi tutto ai Carabinieri.

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