Cronaca
28 Febbraio 2019
Due ventenni accusate di estorsione e circonvenzione d'incapace. Un perito dovrà stabilire le capacità mentali della vittima, ieri fissata agli atti la sua testimonianza in incidente probatorio

Approfittano di un coetaneo per spillargli 2mila euro con promesse sessuali

di Daniele Oppo | 2 min

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Non è ancora chiusa del tutto l’indagine che a maggio 2018 ha portato alla denuncia di due ragazze ventenni di Ferrara per estorsione e circonvenzione d’incapace ai danni di un loro coetaneo. La procura ha infatti disposto due incidenti probatori per valutare le capacità mentali della vittima e poi per fissare la sua testimonianza, così come il riconoscimento fisico delle due indagate, perché c’è il concreto rischio che il ricordo sfumi definitivamente col tempo.

La vicenda è quella di due ragazze (difese di fiducia dall’avvocato Giovanni Sorgato) che in due anni sono riuscite a farsi consegnare circa 2mila euro da un loro coetaneo (assistito dall’avvocato Michele Ciaccia), promettendogli prestazioni sessuali. Ovviamente le promesse rimanevano tali, ma il giovane, a colpi di 150-200 euro alla volta prelevati di nascosto dalle finanze di famiglia, ci cascava ogni volta, compresa quella dell’atto finale, quando le due gli hanno chiesto ben 500 euro, dicendogli che avevano già prenotato la camera d’albergo. Una cifra troppo alta, coperta solo in parte dal giovane che, disperato, è stato convinto a rubare i soldi non solo ai genitori ma anche ai nonni. Doveva farlo, altrimenti con altri due amici, le ragazze avrebbero raccontato tutto sui precedenti furti ai suoi genitori. L’avidità però non ha fatto il loro gioco, perché questa volta i genitori si sono accorti degli ammanchi e hanno fatto confessare il figlio. Al resto ci hanno pensato i Carabinieri.

Rimangono alcuni tasselli da completare, come stabilire fin dove quella del giovane fosse pura e semplice ingenuità e non anche qualcosa di molto più serio: da qui l’ipotesi della circonvenzione d’incapace. A questo penserà lo psichiatra nominato dal giudice, che una volta iniziate le visite avrà 60 giorni di tempo per dare il suo responso sulle capacità della vittima. Mercoledì pomeriggio intanto si è tenuto il secondo incidente probatorio, la sua testimonianza e il riconoscimento nella modalità del confronto delle due ragazze, poste accanto ad altre simili fisicamente.

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