Politica
8 Maggio 2019
La lettera dell’avvocato del segretario della Lega di Ferrara è una conferma implicita

Le domande a Naomo. Prima non risponde, poi diffida e alla fine replica

di Redazione | 4 min

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Come scritto nell’articolo di apertura dell’edizione odierna di Estense.com, abbiamo anticipato a Nicola Lodi l’uscita dell’articolo che riguarda il suo tanto discusso passato giudiziario.

Alla e-mail con cui si chiedeva una replica il segretario comunale della Lega ha preferito non rispondere, affidando la risposta al suo avvocato Ciriaco Minichiello. Una risposta che risposta non è. Si tratta invece di una diffida alla pubblicazione.

Per completezza di informazione riportiamo di seguito il contenuto della lettera inviata a Lodi:

 

Egregio Segretario Comunale della Lega di Ferrara Nicola Lodi,

come anticipato nei giorni scorsi, dopo aver aspettato per, si può dire, “cortesia istituzionale” la data del 3 maggio per non rovinare l’appuntamento dell’arrivo di Salvini a Ferrara, sono a inviarLe alcune domande per consentirLe il diritto di autodifesa immediata in merito a un articolo che abbiamo scritto, relativo alle condanne da Lei subite negli anni passati.

Oltre al contenuto delle domande, può inviarci anche commenti o riflessioni a Sua discrezione.

La preghiamo di inviarci le risposte per iscritto entro oggi, in modo da poter far uscire la Sua replica in maniera contestuale al nostro articolo e con la stessa visibilità.

In ogni caso, Le sarà concesso tutto lo spazio possibile anche nei giorni successivi.

Grazie e distinti saluti,

Marco Zavagli, direttore di Estense.com

Domande:

– Lei ha in più occasioni sostenuto di non avere precedenti penali, tanto che proprio in questi giorni ha pubblicato su Facebook il certificato elettorale tratto dal casellario giudiziale in cui non compare alcuna condanna pregressa. Nel suo passato invece ha subito cinque condanne (in patteggiamento e con il beneficio della non menzione) penali. A parte l’ultima, relativa alle barricate di San Bartolomeo, di cui non ha mai fatto mistero, perché ha voluto nasconderle ai suoi potenziali elettori? Non le sembra una sorta di bugia?

– Premesso che il tempo trascorso e, immaginiamo, la Sua condotta successiva ai fatti, Le hanno consentito sicuramente di essere riabilitato, vuole spiegare le circostanze delle prime 4 sentenze sfavorevoli (furto commesso nell’aprile del 1994 a Mirabello, sottrazione di cose sottoposte a pignoramento nel gennaio 2007, usurpazione di funzioni pubbliche nel 2014, violazione colposa dei doveri di custodia di cose pignorate nel 2015), la condanna presso il tribunale del lavoro del 2012 e dell’ammonimento per stalking risalente al 7 ottobre 2009?

 

In tarda serata arriva la risposta dell’avvocato di Lodi, che fa sapere di aver “informato ufficialmente il Garante della Privacy della vostra intenzione di pubblicare sul vostro quotidiano un articolo contenente atti, informazioni e dati personali relativi al signor Nicola Lodi, che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico, che verrebbero utilizzati solo a fini gratuitamente diffamatori durante la campagna elettorale e che non rientrano in alcun modo tra quelli previsti dalla Legge Severino, che prevedono la incandidabilità alla carica di consigliere comunale”.

Una non risposta che implicitamente conferma la veridicità di quanto scritto da Estense.com. Ma il capitolo promette di non finire qui. L’avvocato di Lodi infatti ci diffida “a pubblicare ogni e qualsiasi notizia o informazione personale da voi ottenuta fraudolentemente, in violazione della normativa sul trattamento dei dati personali, posto che mai alcun consenso a tali pubblicazioni vi è stato fornito dal mio assistito. Ogni vostro atteggiamento e condotta in tal senso, saranno pesantemente perseguiti per legge con azione penale e civile”.

 

aggiornamento delle ore 1.15

Dopo la pubblicazione dell’articolo relativo al suo passato giudiziario, alle 00.57 è arrivata la replica di Lodi, che riportiamo integralmente di seguito:

Per prima cosa, una domanda: a quale scopo la vostra testata sceglie di pubblicare notizie che riguardano la sfera personale di un candidato che non compaiono sul certificato penale, che in nessun modo, secondo la legge ostano alla sua candidatura e che nessuna attinenza hanno con il presente?
Si tratta di un attacco politico riservato a me o di una operazione che riguarderà tutti i candidati di tutte le liste?

La risposta purtroppo è scontata.

Contro di me è evidentemente stata attivata la macchina del fango che si riserva ad un avversario particolarmente temuto. Questo non mi stupisce, visto che tra le vostre firme compaiono candidati consiglieri delle liste collegate al candidato sindaco del Pd. E in un certo senso tutta questa attenzione mi lusinga. Non ho nulla da nascondere e i cittadini lo sanno. Motivo per cui non ho intenzione né il dovere di sottopormi a questa insensata gogna mediatica. La mia opera è sempre stata rivolta al bene dei ferraresi ed è inquietante verificare, invece, come per diffamare un candidato, proprio durante la campagna elettorale, esista qualcuno disposto a compiere reati e violazioni gravi della privacy per procurarsi e diffondere informazioni, peraltro false e tendenziose riguardanti reati bagatellari, compiuti oltre 20 anni fa e per i quali avrei potuto chiedere ed ottenere la riabilitazione. Intorno ai quali si vorrebbe costruire un castello di accuse false e diffamatorie che violano oltretutto il codice deontologico dei giornalisti.

Come potete vedere voi stessi (chiedo la pubblicazione dell’immagine allegata) il mio certificato penale è pulito e nulla osta alla mia candidatura a consigliere, né alla mia attività politica, come previsto dalla legge.

Ovviamente, sulla questione, mi riservo ogni e qualsiasi azione giudiziaria penale e civile a tutela della mia persona.

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