Naomo, scatta l’ora X
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“Ormai i ferraresi non devono dimostrare più nulla: le procedure per i rimborsi devono essere automatiche”: queste la parole del presidente dell’associazione Amici di Carife, Marco Cappellari, che questa mattina (24 aprile) sarà ospite della commissaria europea Margrethe Vestager a Bruxelles.
Scopo dichiarato dell’incontro è quello di sbloccare una situazione di stallo che si prolunga ormai dall’inizio dell’anno, quando il governo avrebbe dovuto emanare il decreto attuativo per dare il via libera ai rimborsi ai risparmiatori di Carife e delle altre banche ‘azzerate’, senza però riuscire a trovare un punto di incontro tra le richieste delle associazioni e i paletti dell’Unione Europea.
Paletti che Cappellari si augura di riuscire a rimuovere domani mattina durante l’incontro con Vestager, al quale parteciperanno anche i rappresentanti delle due associazioni che nelle scorse settimane hanno bocciato l’accordo proposto dal governo e determinato l’ulteriore rinvio dei decreti: il ‘Coordinamento Don Torta’ e ‘Noi che credevamo nella Popolare di Vicenza’.
Il nodo del contendere è molto chiaro ma allo stesso tempo difficile da sciogliere: le tre associazioni che incontreranno la Vestager sono contrarie alla procedura del “doppio binario” per i risarcimenti ai risparmiatori, che determinerebbe rimborsi automatici per i risparmiatori entro certe fasce (sotto i 35mila euro di reddito e 100mila euro di patrimonio mobiliare), mentre gli altri dovrebbero passare attraverso un arbitrato per accertare se sono state davvero vittime di misselling (ovvero che non erano adeguatamente informati e consapevoli dei rischi che correvano acquistando titoli).
Una procedura che è sempre stata osteggiata dagli ‘Amici di Carife’ e che continua ad esserlo nonostante la situazione di stallo in cui è finito negli ultimi mesi il decreto attuativo, con il vicepremier Luigi Di Maio a ribadire anche negli ultimi giorni di voler aspettare l’accordo con “la totalità delle associazioni” prima di procedere con il decreto. Senza l’ok di Amici di Carife e delle altre due associazioni venete, insomma, ogni decisione del governo potrebbe restare ferma al palo.
Un elemento che Cappellari punta a porre sotto l’attenzione di Vestager è la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 20 marzo scorso, secondo cui la decisione del commissario europeo di bloccare il piano di salvataggio di Banca Tercas era illegittima, in quanto i salvataggi del Fondo interbancario non rappresenterebbero aiuto di stato. “Peccato – sostengono gli Amici di Carife – che il comportamento dell’Unione Europea, ahimè assecondato dal Governo italiano, ha poi causato la scomparsa di Carife e di altre 5 banche, nonchè l’azzeramento di 32.000 risparmiatori a Ferrara e di oltre 300.000 tra centro Italia e Veneto. Dopo la sentenza della Corte U.E. abbiamo subito chiesto un incontro con la Commissaria Vestager”.
Ma è possibile che proprio i dubbi e riserve delle tre associazioni che voleranno a Bruxelles creino una frattura con gli altri risparmiatori, che spingono invece per accelerare i tempi del decreto? “Non c’è alcuna tensione – afferma Cappellari – , anche perché credo che a questo punto il decreto indennizzi sia imminente, ma noi fino all’ultimo momento disponibile cercheremo di fare il modo che sia un decreto scritto bene, non un decreto ‘elettorale’. Non siamo certo noi a bloccare la norma sugli indennizzi: se andiamo a Bruxelles è proprio perché vogliamo sbloccare la situazione e che i rimborsi partano il prima possibile per tutti. Vogliamo chiedere a Vestager se davvero l’Unione Europea mette dei paletti all’operato di Roma e in che modo si possono risolvere questi problemi”.
Gli elementi da cambiare nella norma, secondo Cappellari, sono due: che non esista alcun ‘doppio binario’ che preveda diverse fasce di reddito e che i rimborsi siano rivalutati secondo gli indici dell’inflazione dal momento dell’acquisto (un punto, questo, appoggiato dalla totalità delle associazioni). Cappellari e Tarroni consegneranno alla Vestager anche una lettera del Sindaco di Ferrara Tagliani. “Porteremo in Europa lo sconcerto di una comunità profondamente ferita – sostiene Cappellari – ma ci aspettiamo che, dopo questo primo incontro, Comune di Ferrara, Regione Emilia Romagna, e soprattutto il Governo italiano, compiano tutti i passi necessari perché si arrivi ad un pieno risarcimento degli azzerati”.
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