Sabato 8 settembre, alle ore 17, nella sala mostre del liceo artistico Dosso Dossi, in via Bersaglieri del Po 25, verrà inaugurata la mostra “Bruno Vidoni. Fotoamatore?”.
La mostra, curata da Emiliano Rinaldi e Roberto Roda, ricostruisce l’impegno “fotoamatoriale” dell’artista centese nel periodo 1967-1974. Bruno Vidoni (1930-2001), pittore, incisore, poeta, critico e gallerista d’arte fu, come noto, anche fotografo. Anzi, proprio alla fotografia l’artista deve la sua notorietà, grazie ad una serie di sperimentazioni concettuali che, nella prima metà degli anni settanta, lo proiettarono con pieno diritto nella storia della grande fotografia italiana. Da alcuni anni il Centro Etnografico Ferrarese, di cui l’artista centese fu assiduo e precoce collaboratore, ha iniziato lo studio sistematico delle miniere della creatività vidoniana. L’attività di riordino procede in progress ed è scandita da una periodica socializzazione dei risultati.
Andata in parete a Ferrara nel 2016 e a Mantova e Ste Eulalie d’Olt (Francia) nel 2017, la mostra viene ora riallestita in forma ampliata e attiene alle iniziative connesse alla “Borsa di studio in onore di Bruno Vidoni” che Marina Ferriani, vedova dell’artista, ha istituito presso il liceo artistico Dosso Dossi di Ferrara.
La mostra ricostruisce, in sintesi, gli inizi dell’attività fotografica di Bruno Vidoni con il Fotoclub Guercino di Cento e la sua partecipazione a decine di concorsi fotografici con sequenze e fotoracconti fortemente sperimentali, che ci appaiono oggi dei piccoli gioielli artistici. Fotoamatoriali? Di sicuro non dilettantistici. Si nota nella produzione di quegli anni già un uso sapiente del collage di matrice “surrealista”e persino la sperimentazione mai banale di linguaggi vicini alla poesia visiva. Di grande rigore i ritratti femminili con un uso sapiente di luci “espressioniste”.
La mostra “Bruno Vidoni. Fotoamatore?” rimarrà in parete fino a domenica 23 settembre.
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