Come cambiano le città e quale relazione si costruisce tra spazio urbano e chi lo vive, lo attraversa, lo immagina? A partire da queste domande nasce “Alfabeti Urbani”, la rassegna dedicata alle trasformazioni dell’abitare contemporaneo, in programma dal 14 al 16 maggio all’ex Teatro Verdi di Ferrara e al Centro Teatro Universitario.
Promossa dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara, in collaborazione con il Laboratorio di Studi Urbani, con il coinvolgimento delle studentesse e degli studenti del corso di Scienze e Tecnologie della Comunicazione e con il contributo della rivista “Quants – Tempi Moderni”, l’iniziativa si configura come uno spazio aperto di riflessione, confronto e sperimentazione, capace di mettere in dialogo saperi, linguaggi e pratiche diverse.
“Le parole chiave di questa edizione sono Utopia/Distopia ed è intorno a questa cornice che presenteremo diversi interventi e iniziative – spiega l’antropologo Giuseppe Scandurra, tra gli organizzatori della rassegna – Coordinato anche da Antonino Princi, Chiara Tarabotti e Fabio Cuzzola, Alfabeti Urbani si configura non solo come evento accademico, ma come un dispositivo culturale capace di attivare relazioni tra istituzioni, cittadinanza e spazi urbani. Gli appuntamenti si svolgeranno principalmente all’Ex Teatro Verdi, mentre le attività serali troveranno spazio anche presso il Centro Teatrale Universitario, inteso come laboratorio culturale in cui ricerca e didattica si intrecciano”.
“Alfabeti Urbani nasce all’interno dell’Università e si sviluppa fin da subito con una vocazione aperta e dialogica, in relazione con quella che definiamo la ‘Terza missione’” – precisa Domenico Giuseppe Lipani, Direttore del Centro Teatrale Universitario.
Il programma si articola attorno a tre lettere dell’alfabeto e a tre parole chiave che guidano le giornate della rassegna, gratuite e aperte a tutte e a tutti. Il 14 maggio C come “Costruire”, per orientare il futuro delle comunità attraverso scelte consapevoli e inclusive, capaci di intrecciare educazione, territorio e visione collettiva per edificare comunità resilienti e sostenibili. Il 15 maggio R come “Reinterpretare”, per ripensare il rapporto tra esseri umani, ambiente e tecnologia in un’epoca di crisi climatica e trasformazioni urbane. Infine, il 16 maggio, I come “Inventare”, per riappropriarsi dello spazio urbano per trasformarlo in luogo di diritti, relazioni e possibilità condivise, un gesto collettivo che ridefinisce il senso stesso dell’abitare e del convivere.
Il programma
L’apertura della rassegna il 14 maggio è affidata al professor Alberto Boschi di Unife, che insieme a Daniele Brolli presenterà il volume “The Stand Multimediale – L’ombra dello scorpione di Stephen King”, offrendo uno sguardo approfondito sulla forza creativa del romanzo e sulla sua capacità di attraversare e reinventarsi nei diversi linguaggi della contemporaneità. Seguirà l’incontro con Alex Giuzio, accompagnato dalla mostra fotografica di Michele Lapini, dedicata all’innalzamento del mare tra ecologia ed economia, con un focus su Galles ed Emilia-Romagna. Nel pomeriggio spazio al confronto su esperienze di riqualificazione urbana tra Milano e Bologna con OsservaBo e il semiologo Gaspare Caliri, mentre la giornata si chiude con l’incontro “La città del futuro, tra smart city e intelligenza artificiale” con il giornalista Andrea Daniele Signorelli.
La seconda giornata si apre con gli interventi delle professoresse Gina Chianese dell’Università di Trieste ed Elena Marescotti di Unife, che rifletteranno su prospettive educative e modelli di sviluppo nelle “Intergenerational Learning Cities”. A seguire, un approfondimento sulle concretizzazioni utopiche attraverso due casi di studio attivi in Calabria, e un confronto sull’impatto sociale del turismo in un contesto neoliberista con il professor Gianfranco Franz di Unife e Antonio Di Siena, avvocato e giornalista. Chiude il pomeriggio l’incontro con Luisa Morgantini, figura di riferimento nell’attivismo per la pace.
L’ultima giornata Fabio Mangolini e il professor Lipani dell’Università di Ferrara parleranno del teatro come spazio possibile per ripensare la società attraverso pratiche divergenti di relazione, inclusione, comunità. Il pomeriggio ospiterà un confronto sul tema dello “spazicidio” con rappresentanti di associazioni attive nella rigenerazione di quartieri da Roma a Torino, guidati da Fabio Cuzzola, docente e scrittore, che si confronteranno sul tema delle nuove forme di rigenerazione e di controcultura urbana. Nelle giornate del 15 e 16 maggio trovano spazio anche le presentazioni dei progetti delle studentesse e degli studenti del Laboratorio di itinerari culturali sostenibili del Corso di Laurea manager degli Itinerari Culturali, mentre il 16 saranno presentati i lavori multimediali del Collettivo Cumbre dedicati al territorio ferrarese.
A concludere ogni giornata di Alfabeti Urbani, tre appuntamenti serali: si parte all’Ex Teatro Verdi la proiezione del documentario “Florea vieti” del regista Victor Maxian, realizzato con l’antropologa Varvara Buzilă, che racconta i villaggi moldavi segnati da spopolamento e migrazioni. Si prosegue con lo spettacolo “Pietre” di Chiara Tarabotti con Gian Maria Martini, incentrato sulla figura dell’attivista Juliano Mer Khamis e sul teatro come spazio di resistenza culturale. A concludere la rassegna lo spettacolo “Santa Libertà” di Fabio Mangolini, che rievoca il sequestro del transatlantico Santa Maria, avvenuto nel 1961 per mano di un gruppo di attivisti, tra cui figuravano anche poeti e intellettuali.
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