Bondeno. Se la riconversione dell’ex zuccherificio di Bondeno sembra ancora un miraggio, è invece reale lo scontro tra la proprietà dell’area e il Comune per quanto riguarda i tributi da pagare.
La giunta comunale ha infatti deliberato di resistere in giudizio davanti alla Commissione tributaria provinciale per i ricorsi presentati da Finbieticola Bondeno Srl – proprietaria dell’ex zuccherificio – per i pagamenti di Tasi e Imu dell’anno 2015.
Il 16 febbraio scorso, infatti, la società aveva proposto un ricorso/reclamo al Municipio, relativamente all’importo della Tasi del 2015. Le parti non hanno raggiunto un accordo e, di conseguenza, Finbieticola Srl ha presentato un ricorso alla Commissione Tributaria provinciale il 1° giugno.
Nel merito dei due tributi oggetto del ricorso, il Comune ha affidato al dirigente del settore finanziario l’incarico di sostenere le motivazioni dell’Ente davanti alla Commissione. La quale, tuttavia, ha successivamente conferito ad un consulente nominato d’ufficio il compito di accertare il valore dell’area oggetto del ricorso.
Per poter partecipare all’apertura delle operazioni peritali da parte da parte del consulente tecnico nominato dalla Commissione, si rende necessario nominare un consulente di parte per il Comune di Bondeno.
Attraverso la deliberazione numero 289 il Comune ha provveduto a nominare come consulente di parte il proprio vice dirigete dell’area Ambiente e Territorio, l’ingegnere Olga Mantovani. L’incarico non comporta alcun onere a carico dell’ente locale, ma consentirà di difendere le ragioni del Municipio nei confronti della stessa Commissione Tributaria. Il responsabile del procedimento, per quanto riguarda la redazione delle controdeduzioni ai ricorsi è il funzionario dell’ufficio Tributi, Mariella Ghidoni.
La storia recente dell’ex zuccherificio è stata piuttosto tortuosa. Fino al settembre 2014 il Comune aveva molto puntato sulla riconversione in un pastificio da ben 400 posti di lavoro. Progetto presentato in pompa magna insieme all’ultimo soggetto palesatosi nell’annosa vicenda, la Thomas Food, in un’assemblea pubblica piuttosto aspra – soprattutto nei confronti di chi aveva dubbi – e poi naufragato qualche mese dopo. In precedenza si era fatta avanti una girandola di soggetti più o meno legati a Enumplan (la società di progettazione che avrebbe dovuto realizzare il progetto del pastificio) e poi puntualmente ritiratisi dalle trattative per un motivo o per l’altro, con contratti mai firmati per il passaggio di proprietà del terreno. A poco è servito lo sforzo delle istituzioni territoriali di agevolare in ogni modo le trattative. Tutto si è risolto con un amarissimo nulla di fatto.
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