Muore in moto mentre va a vedere il figlio giocare
Stava andando con la moglie verso Ferrara per assistere alla partita Acli San Luca – Formignana, play off di Terza categoria, dove gioca il figlio, studente all’università di Ferrara
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La “baldunara” non è più solo una parola dismessa di un rustico dialetto ma diventa espressione di un flagello di questa modernità insipida
Una donna di 67 anni, Adriana Daccordo, residente a Volania, ha perso la vita in un drammatico incidente stradale avvenuto ieri (domenica 3 maggio) in provincia di Forlì-Cesena.
Un uomo di 64 anni, Renzo Trasforini, ha perso la vita in uno scontro con un'auto al chilometro 21+500 della Romea, all'altezza del Lido di Spina
La Comunità di energia rinnovabile (Cer) della cooperativa Castello Green House ha ottenuto l'autorizzazione alla prima configurazione di autoconsumo collettivo: un passaggio chiave che apre ufficialmente la fase di sviluppo del progetto

Davide Urban
«Maisto non ci racconti le favole della sperimentazione e che adesso sono aperti tutti. È un problema di metodo e, partendo da un metodo inadeguato, la risposta sarà inadeguata». Davide Urban, direttore di Ascom Confcommercio Ferrara, non è tenero con il vicesindaco dopo la conferenza stampa ‘chiarificatrice’ sul progetto per la Movida.
Fu proprio Ascom, tramite il presidente della Fipe Matteo Musacci, a criticare il modo in cui il Comune ha deciso di affrontare i problemi derivanti dalla movida, ovvero con un progetto destinato solo ad alcune associazioni del mondo della cultura (più l’Uisp per lo sport). «Sicuramente – osserva Urban – se anziché fare degli affidamenti diretti si fosse fatto un bando sarebbe stato meglio. Non metto in discussione le capacità delle associazioni ma non si può pensare di non coinvolgere tutta la filiera per affrontare i problemi, ma anche le opportunità, della movida».
«Gli imprenditori della movida sono quasi tutti nostri soci tramite la Fipe – prosegue Urban – e possiamo dare dei suggerimenti». D’altronde proprio Ascom quattro anni fa provò ad arginare i malumori promuovendo una movida “buona” con il progetto “Viva Movida”: «Nel 2013 – ricorda Urban – abbiamo fatto cinque iniziative, senza chiedere soldi a nessuno. Adesso si poteva fare un gruppo di lavoro, si sarebbero individuati meglio sia problemi che soluzioni. Avremmo potuto anche metterci dei soldi perché abbiamo tutto l’interesse a sviluppare attività legate alla movida. Avremmo potuto dare risposte più efficaci e più efficienti, si sarebbero spesi anche più soldi e meglio». Ma ora Maisto, che le porte le aperte anche se probabilmente in ritardo, dovrà fare qualcosa in più per portare l’associazione di categoria a percorrere lo stesso cammino.
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