Economia e Lavoro
22 Agosto 2017
Presidio di protesta dei 40 lavoratori lasciati nell'incertezza economica dopo l'improvvisa chiusura della cooperativa

Ferrara Assistenza: “Cinque anni buttati nel cestino”

di Redazione | 2 min

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“Cinque anni buttati nel cestino”. E’ il triste commento dei dipendenti che lunedì mattina si sono trovati davanti alla cooperativa Ferrara Assistenza – che si occupava di erogare servizi socio-assistenziali e infermieristici per alcune strutture pubbliche e private- , che a giugno ha chiuso improvvisamente i battenti lasciando nell’incertezza economica e lavorativa 40 persone, che hanno comunque continuato a lavorare fino a fine luglio.

“I dipendenti non percepiscono gli stipendi da 3 mesi, qualcuno, tre o quattro, da 2”, spiega Luca Greco di Cgil Ferrara  attaccando anche il presidente della cooperativa, reo “di essere sparito nel nulla, arrecando un grave danno nell’aver liquidato la società senza avere licenziato i dipendenti, che per questo, fino ad oggi, non hanno potuto usufruire degli ammortizzatori sociali”. La data odierna, infatti, non è un caso: “Coincide con l’ultima mensilità percepita, da oggi i dipendenti potranno licenziarsi per giusta causa per potere, almeno, ottenere lo status di disoccupato”.

“Avvisaglie non ce n’erano, il lavoro non mancava e i lavoratori si sono trovati di punto in bianco a dover far fronte a questa situazione”, commenta Greco, che rivela già come “due anni fa c’erano dei problemi, Ferrara Assistenza era una onlus, poi è passata a cooperativa di fatto tenendo lo stesso organigramma, ma non ci si aspettava la chiusura, così senza preavviso”.

“Qualcuno è stato assunto dalla struttura nella quale operavano”, rivela Natale Vitali, anche se “ora lavorano in condizioni contrattuali peggiori rispetto a quando dipendevano da Ferrara Assistenza”. Dei circa 40 dipendenti, la quasi totalità degli Oss e degli infermieri ha infatti trovato un nuovo posto di lavoro: “Ma non è positivo il fatto che chi aveva dei contratti a tempo indeterminato adesso si ritrovi con contratti a termine e chi ha ottenuto un indeterminato abbia perso le condizioni precedenti, come l’anzianità”, spiega Vitali.

Il presidio dei lavoratori si è unito anche per far sentire la propria voce, per evitare che ci sia una Ferrara Assistenza 3. “Sono passati da onlus a cooperativa tenendo gli stessi vertici, non vogliamo ricapiti un’altra volta”, dice Luca Greco, che definisce “incauta” la gestione della cooperativa: “Solo così mi spiego come possa aver chiuso un posto di lavoro nel quale il lavoro stesso non mancava”.

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