Ageste avvia il licenziamento collettivo: undici posti di lavoro a rischio presso Conserve Italia
Ageste ha avvitato il licenziamento collettivo di 11 lavoratori della cooperativa che operano presso lo stabilimento di Conserve Italia a Pomposa
Ageste ha avvitato il licenziamento collettivo di 11 lavoratori della cooperativa che operano presso lo stabilimento di Conserve Italia a Pomposa
Confronto con l'advisor, ritiro del licenziamento collettivo, accompagnamento e chiarire quali risorse finanziarie saranno in campo. Questi i punti che le lavoratrici e i lavoratori di Coperion chiedono all'azienda di garantire. Pena lo sciopero ad oltranza
Dai domiciliari al carcere dopo che, durante i controlli, i Carabinieri hanno trovato nella sua abitazione persone non autorizzate e con precedenti di polizia. È quanto accaduto a una 29enne
“Far del bene porta bene!”. Queste le parole usate dai membri della Banda del Fumo Bianco-Aps per l’iniziativa sociale che li vedrà protagonisti di una giornata con gli ospiti della Casa di riposo Betlem
Nel Ferrarese l'abbruciamento delle stoppie di riso resta al centro del confronto tra istituzioni e agricoltori, ma l'obiettivo condiviso è arrivare a una soluzione strutturale che superi la gestione delle emergenze. È quanto emerso dal tavolo convocato giovedì mattina in Prefettura
«La sindaca Zanardi aveva presentato problemi identici agli altri Comuni che accolgono, ma le soluzioni non le condivido minimamente». Così Luigi Vitellio, segretario provinciale del Pd, commenta l’iniziativa del sindaco di Codigoro Alice Sabina Zanardi, sull’aumento della tassazione e l’invio di controlli ai privati che hanno manifestato la disponibilità ad accogliere i migranti.
«Sono soluzioni non all’altezza dei problemi posti – prosegue Vitellio -. Il nostro modo non prevede di minacciare le persone che accolgono. L’aumento delle tasse non lo condivido e non è la strada da seguire». Potrebbe sembrare un preavviso di scomunica, ma il segretario del Pd addolcisce molto la situazione: «Non voglio gettare la croce su nessuno, cercherò di far capire che quelle soluzioni non risolvono i problemi che ha evidenziato e che ci sono: l’equa distribuzione dei migranti tra i Comuni la chiediamo da sempre, nessun sindaco può essere lasciato solo, bisogna aiutarli a sostenere i progetti di integrazione». Proprio sull’integrazione (ma anche sull’accoglienza tout court) Zanardi ha più volte esplicitato che il suo Comune non spende un euro, né ha intenzione di farlo. Per Vitellio è un problema legato all’assenza delle risorse necessarie: «In consiglio ha evidenziato l’assenza di un tutor ad esempio – osserva Vitellio -: chi si occupa dell’accoglienza deve fare anche percorsi di integrazione nella comunità di queste persone. Nel momento in cui il Comune non ha i tutor, è giusto allora che altri soggetti si facciano carico di questo aspetto». Insomma, una chiamata in causa per i privati che, mentre il partito cercherà di concordare una soluzione meno dura di quella annunciata da Zanardi, dovrebbero darsi da fare per rendere l’accoglienza e l’integrazione a Codigoro sostenibili per l’Amministrazione comunale e la comunità.
Molto più netta la presa di posizione della segreteria provinciale della Cgil Ferrara. «Ci indigna, ci schifa ma non ci sorprende la manifestazione della Lega nord di Ieri a Poggio Renatico ma c’è anche altro di che rimanere attoniti leggendo la stampa di oggi – si legge in una nota inviata alla stampa -: mentre il segretario nazionale del Pd propone tassazioni agevolate per i territori che accolgono i profughi, la sindaca di Codigoro – dello stesso partito – paventa la possibilità di introdurre tassazioni sfavorevoli per i privati cittadini del Comune che mettono edifici a disposizione dell’accoglienza dei profughi. Di più: precisa che il comune non spenderà un euro per politiche di integrazione». Per il sindacato «la confusione e la schizofrenia è tanta ma certo è che la gente tra la brutta copia e l’originale sceglie sempre l’originale Quale è la proposta di gestione del fenomeno migratorio (fenomeno non certo straordinario ma strutturale, su questo speriamo possiamo essere tutti d’accordo)? Il problema sono i cittadini che mettono a disposizione le proprietà o la mancata collaborazione e la chiusura di diversi amministratori che impediscono una gestione coordinata ed equilibrata della situazione?».
«Probabilmente non saremo mai in grado di gestire positivamente il fenomeno se non ci liberiamo dalla tanta, troppo ipocrisia che ci gira attorno – afferma il sindacato -. Perché è ipocrita, ma è ormai evidentemente esercizio comune a diversi colori politici, mettere in contrapposizione i cittadini che vivono situazioni difficili di mancanza di lavoro, difficoltà economica, povertà con chi arriva nel nostro territorio chiedendo una possibilità di sopravvivenza. È ipocrita rappresentare le politiche di integrazione – di cui il nostro paese ha bisogno come il pane – come politiche che tolgono qualcosa agli “autoctoni” in difficoltà, e non invece come politiche che migliorano la coesione sociale e quindi la condizione di tutti, mentre in questo Paese nessuno – nel dibattito pubblico – si preoccupa di 180 miliardi di evasione fiscale all’anno. Quello sì un reale furto ai danni di tutti, ma in questo paese i furti in giacca e cravatta pare non vadano disturbati, meglio dilettarsi nel fomentare la guerra fra poveri che notoriamente lascia intatti e sorridenti i poteri forti».
«Alcuni sindaci – prosegue la nota – qualche giorno fa proponevano di tornare ai decreti flussi per l’ingresso di lavoratori stranieri, fermi da diversi anni. Noi condividiamo una necessità: favorire l’ingresso legale degli stranieri, unico vero antidoto alle diverse illegalità: tratta, lavoro nero, sfruttamento (parlare di caporalato farebbe inorridire certamente anche qualche rappresentanza datoriale), sfruttamento della prostituzione e criminalità. Ma anche qui, togliamo di mezzo le ipocrisie: la normativa vigente obbliga il datore di lavoro ad inoltrare una domanda per il solo ingresso di lavoratori che risiedono all’estero: le tante sanatorie effettuate in passato si sono rese necessarie proprio per sanare l’inefficienza e l’inadeguatezza di questo sistema, che rende di fatto impossibile arrivare legalmente in Italia e in Europa. Non è sufficiente ripristinare il sistema del decreto flussi, è necessario riformare la legislazione. Serve una proposta e una riforma strutturale, che oggi non vediamo arrivare dalla politica ma dalla società civile: la proposta di legge “Ero straniero”, promossa fra gli altri da Arci, Acli, Asgi, A buon diritto e Radicali va in questa direzione, e come Cgil ci impegniamo a sostenerla attivamente anche in questo territorio».
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