Codigoro
24 Settembre 2026
Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti: "I benefici degli investimenti e della maggiore produttività devono essere condivisi e accompagnati da scelte che tutelino le persone coinvolte"

Ageste avvia il licenziamento collettivo: undici posti di lavoro a rischio presso Conserve Italia

di Redazione | 2 min

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Pomposa. Ageste ha avvitato il licenziamento collettivo di 11 lavoratori della cooperativa che operano presso lo stabilimento di Conserve Italia a Pomposa. A riferirlo sono Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, che spiegano di avere aperto il confronto previsto dalla procedura e di avere chiesto ad Ageste di valutare tutte le possibili alternative agli esuberi.

Un annuncio che, fanno notare i sindacati, arriva “a soli due giorni dagli investimenti annunciati da Conserve Italia in occasione dell’Open Day del 19 settembre, presso lo stabilimento di Pomposa e nell’ambito delle celebrazioni per i cinquant’anni del Gruppo”.

I sindacati, attraverso i loro segretari Maria Lisa Cavallini (Filt Cgil), Massimiliano Vincenti (Fit Cisl) e Sara Minelli Uiltrasporti, spiegano che “la cooperativa Ageste motiva gli esuberi con la cessazione, dal 1° ottobre, di alcune lavorazioni di picking e stoccaggio, che verrebbero sostituite dal sistema di automazione ‘layer picking'”.

Durante l’iniziativa sopra citata Conserve Italia ha presentato un piano investimenti che raggiunge 86,9 milioni di euro nel triennio 2023-2026. Di questi oltre la metà sarà destinata allo stabilimento di Pomposa, per l’ampliamento del magazzino automatico, il picking automatizzato e altre innovazioni.

Le organizzazioni sindacali hanno “aperto il confronto previsto dalla procedura di licenziamento collettivo, chiedendo ad Ageste di valutare concretamente tutte le alternative possibili: ammortizzatori sociali, riduzione dell’orario di lavoro, ricollocazioni interne e confronto con il committente”.

Per Cavallini, Vincenti e Minelli “la vicenda di Pomposa mostra con chiarezza un tema che riguarda già oggi il nostro territorio e che coinvolgerà sempre più lavoratrici e lavoratori: l’automazione e l’innovazione stanno trasformando l’organizzazione del lavoro, ma non possono tradursi semplicemente nella perdita di occupazione e reddito”.

Così “i benefici degli investimenti e della maggiore produttività devono essere condivisi e accompagnati da scelte che tutelino le persone coinvolte”.

Per questo chiedono alle aziende e alle amministrazioni, “ciascuna per il livello e le responsabilità che rappresenta, di essere parte attiva nella difesa dell’occupazione, nella salvaguardia del reddito e nella costruzione di una redistribuzione più equa della ricchezza prodotta”.

In particolare a Conserve Italia, “che dichiara di voler continuare a crescere creando valore per soci, territori e consumatori”, chiedono “che questa crescita includa anche chi lavora negli appalti dello stabilimento”.

“Non vi è crescita del territorio – concludono – senza salvaguardia dell’occupazione e del reddito”.

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