Ageste avvia il licenziamento collettivo: undici posti di lavoro a rischio presso Conserve Italia
Ageste ha avvitato il licenziamento collettivo di 11 lavoratori della cooperativa che operano presso lo stabilimento di Conserve Italia a Pomposa
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“Far del bene porta bene!”. Queste le parole usate dai membri della Banda del Fumo Bianco-Aps per l’iniziativa sociale che li vedrà protagonisti di una giornata con gli ospiti della Casa di riposo Betlem
Nel Ferrarese l'abbruciamento delle stoppie di riso resta al centro del confronto tra istituzioni e agricoltori, ma l'obiettivo condiviso è arrivare a una soluzione strutturale che superi la gestione delle emergenze. È quanto emerso dal tavolo convocato giovedì mattina in Prefettura
"È una grande gioia dare il benvenuto alle studentesse e agli studenti che hanno scelto Ferrara e il nostro Ateneo per vivere questa importante esperienza"
Il canale sperimentale chiamato “Orizzonte” e il suo innovativo sistema per la riduzione di fosforo e nitrati nell’acqua è stato il protagonista assoluto della due giorni di lavoro e confronto sul territorio organizzata dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara nell’ambito del progetto Seacure
Una parte dei lavori allo stadio “Mazza” potrà partire solo dopo l’approvazione in consiglio comunale. Tre interventi in programma – la curva est, i relativi bagni e le tettoie per la pubblica sicurezza – sono infatti soggetti al Poc (piano operativo comunale) e dovranno quindi ottenere una deroga al permesso di costruire, come previsto dal Rue (regolamento urbanistico edilizio).
Una serie di passaggi burocratici ma fondamentali per la costruzione della curva est (struttura prefabbricata da 1200 posti riservata ai tifosi avversari), la realizzazione dei servizi igienici (che verranno posizionati proprio dietro la curva est) e l’allestimento di due pensiline richieste dalla questura per offrire una copertura adeguata alle auto della polizia e in generale a tutte le forze di pubblica sicurezza.
Tre piccoli interventi rispetto all’imponente piano di recupero dell’intero stadio a carico della Spal per un investimento di circa 400mila euro. Una cifra modesta se paragonata al progetto di adeguamento totale di oltre 3,3 milioni, spartiti tra la società biancazzurra (che pagherà 1,9 milioni per la manutenzione della gradinata nord, la realizzazione della nuova tribuna e le recinzioni di sicurezza) e il Comune (che contribuirà con 1,4 milioni per le torri faro e i nuovi ingressi per gli ospiti).
Per questo ‘tris di opere’ – come spiegato dall’architetto Paolo Perelli e dall’ingegnere Ferruccio Lanzoni in commissione consiliare – è richiesta una ‘speciale’ autorizzazione perché l’area in questione è sottoposta al Poc e, quindi, ogni trasformazione che aumenta i volumi della struttura deve seguire precise regole per rispettare le norme di sicurezza.
Il presidente biancazzurro Walter Mattioli ha richiesto il permesso lo scorso 20 aprile e ha ottenuto il primo via libera martedì nella 3.a commissione consiliare, con il voto favorevole di tutti i consiglieri presenti (astenuti Francesco Rendine di Gol e Federico Balboni del M5S). L’atto sarà ufficiale solo con l’approvazione nel prossimo consiglio comunale, ma non sono mancate osservazioni critiche al progetto.
Ilaria Baraldi (Pd) chiede di osservare criteri estetici per abbellire le tettoie in metallo e non impattare troppo sul già provato quartiere. Anche Vittorio Anselmi (FI) si preoccupa dell’impatto sull’ambiente circostante (“perché le gabbie metalliche sono una bruttura”) e annuncia che preparerà una risoluzione affinché i ribassi d’asta vengano utilizzati per opere intorno al quartiere.
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