È finita sul tetto una delle due auto coinvolte nell'incidente avvenuto poco dopo le 2 della notte tra sabato 19 e domenica 20 settembre all'incrocio tra via Bologna e via Argine Ducale, a Ferrara. Nel sinistro sono rimaste coinvolte quattro persone
Incidente nel tardo pomeriggio di sabato 19 settembre in via Eridano a Ferrara, dove intorno alle 17.50 si sono scontrate una Ford Kuga e una Bmw X2. Feriti entrambi i conducenti
Ieri, a quasi quattro anni di distanza dai fatti, avvenuti il 17 febbraio 2023, Aldo Ferrante, presidente del Comitato Vittime della Pubblica Amministrazione, difeso dall'avvocato Gianni Ricciuti, è stato assolto dal Tribunale di Ferrara
Tre casi diversi, ma accomunati da un problema: consumi di gas ritenuti anomali e bollette molto più alte rispetto alle abitudini dei consumatori. In tutti e tre gli episodi, l'assistenza di Confconsumatori ha portato alla revisione dei consumi da parte del fornitore e a una significativa riduzione degli importi contestati
Furti di rame sulle linee elettriche, disalimentazioni prolungate e conseguenze anche sulla produzione industriale. È questo il quadro affrontato mercoledì 16 settembre in Prefettura a Ferrara, dove si è riunito il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica
I fratelli di Pierluigi Tartari, Rita e Marco alla lettura della sentenza
Sono stati condannati entrambi all’ergastolo con isolamento diurno per un anno Constantin Fiti e Patrik Ruszo, i due imputati per l’omicidio di Pierluigi Tartari nel settembre 2015, dopo una rapina finita male nella casa sua casa di Aguscello, il cui corpo venne ritrovato solo 17 giorni dopo nelle campagne ferraresi che si trovano dietro il carcere dell’Arginone, in zona via Pelosa.
La sentenza, letta dal presidente Alessandro Rizzieri, è arrivata poco prima delle 19 di venerdì, in un’aula B del tribunale di Ferrara in cui la tensione per l’attesa era palpabile. Per Ruszo e Fiti anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, il decadimento dalla potestà genitoriale (sono entrambe padri) e la condanna a rifondere i due fratelli Marco e Rita Tartari – rappresentanti dall’avvocato Eugenio Gallerani – per 150mila euro ciascuno. La quantificazione del danno per il Comune di Ferrara – parte civile tramite l’avvocato Giacomo Forlani – dovrà essere effettuata in un separato giudizio civile. Condannati anche alle spese processuali e a quelle per il mantenimento in carcere.
Terminata la lettura della sentenza Marco e Rita si sono stretti in un lungo, intenso e commosso abbraccio. E se Marco – che ha pianto e abbracciato tutti, dal suo avvocato al pm Stefano Di Benedetto, tornato a Ferrara apposta per la sentenza – si limita a un “giustizia è fatta, Rita dopo un po’ di comprensibile emozione afferma: “Non sono contenta, ma la giustizia alla quale abbiamo sempre creduto ci ha dato una risposta importante e giusta. Ho sempre creduto che venisse fatta giustizia. È stato difficile, ogni giorno si riapriva la ferita, ma non potevamo non essere vicini a Pierluigi. Devo ringraziare le tante persone che ci sono state vicine, la Polizia e tutta la città. Non abbiamo potuto vivere il nostro dolore in maniera intima, questa tragedia ci ha travolti, ma è nulla rispetto a quanto ha dovuto subire nostro fratello. È stato un atto di giustizia e spero che le persone condannate possano un giorno capire quello che hanno fatto”.
Per gli imputati il pm Ciro Alberto Savino aveva chiesto una condanna esemplare: ergastolo con isolamento diurno per tre anni, per il reato di omicidio aggravato dalla crudeltà perché, secondo l’impostazione accusatoria, Tartari sarebbe stato abbandonato ancora vivo nel casolare, dove morì soffocato: i rapinatori gli avevano completamente coperto la bocca e il volto con diversi giri di nastro isolante e una maglietta, oltre ad averlo legato – sempre con del nastro e con delle fascette da elettricista – ai polsi, alle ginocchia e alle caviglie. Il pensionato 73enne venne inoltre violentemente picchiato durante la rapina dai tre membri della banda (guidata da Ivan “Uber” Pajdek, già condannato in abbreviato a 30 anni) per farsi consegnare bancomat, carta di credito e relativi codici pin con cui fecero grandi acquisti tra Ferrara e i Lidi il giorno dopo.
Le difese, nell’ultima udienza di venerdì 17 febbraio, hanno invece chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove (Fiti, difeso dall’avvocato Alberto Bova) e la condanna alla pena minima (Ruszo, avvocato Patrizia Micai).
Fiti – che si è sempre professato innocente – al termine dell’udienza è stato molto nervoso, causando non poche difficoltà agli uomini di scorta della polizia penitenziaria. Lungo il corridoio del tribunale ha proferito insulti contro le forze dell’ordine, accusandole di avergli portato via il figlio, e all’interno del cellulare per il trasferimento al carcere di Modena ha più volte colpito con dei pugni le fiancate interne.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anniEstense.comoffre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit IBAN:IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER) Causale:Donazione perEstense.com