Tre casi diversi, ma accomunati da un problema: consumi di gas ritenuti anomali e bollette molto più alte rispetto alle abitudini dei consumatori. In tutti e tre gli episodi, l’assistenza di Confconsumatori ha portato alla revisione dei consumi da parte del fornitore e a una significativa riduzione degli importi contestati.
Il primo caso riguarda un consumatore al quale, nel settembre 2025, era stato installato un contatore individuale, dopo averne condiviso uno con altre unità abitative. Già in quell’occasione era emerso un netto calo dei consumi. Il contatore, tuttavia, aveva successivamente smesso di funzionare correttamente a causa delle batterie scariche, impedendo la normale rilevazione dei dati.
L’ultima lettura risultava essere quella del 31 dicembre 2025, mentre il consumatore aveva effettuato un’ultima autolettura il 28 febbraio 2026, successivamente verificata e fatturata. L’11 marzo il contatore veniva sostituito.
A quel punto arrivava una fattura di conguaglio relativa a soli 11 giorni, con 501 Smc di consumo addebitato e un importo complessivo di 879,55 euro. Un dato ritenuto incompatibile con i consumi effettivi. Dopo l’intervento dell’associazione, il consumo veniva ricalcolato in 41 Smc, con una nuova fattura di 191,73 euro.
Situazione analoga per un secondo consumatore, entrato in un appartamento in affitto e subentrato nelle utenze nell’aprile 2025.
Nel frattempo, il proprietario aveva installato nell’abitazione dei condizionatori con pompa di calore. Per motivi di lavoro, inoltre, l’inquilino trascorreva molto tempo fuori casa e utilizzava quindi poco il gas, ricorrendo prevalentemente alla pompa di calore per il riscaldamento. Una situazione che, secondo l’associazione, trovava riscontro anche nei consumi di energia elettrica, risultati più elevati.
A febbraio il consumatore, abituato a monitorare le proprie utenze, si accorgeva però di una fattura particolarmente alta, basata su consumi stimati. Dopo averla pagata, tentava di effettuare un’autolettura e scopriva che il contatore era spento a causa delle batterie scariche.
Contattata Hera veniva programmata la sostituzione del contatore, effettuata lo scorso 24 marzo.
Anche in questo caso, la fattura di conguaglio presentava però un dato ritenuto anomalo: 559 Smc consumati tra il 31 dicembre 2025 e il 24 marzo 2026.
Un dato che, secondo la ricostruzione fornita dall’associazione, non risultava compatibile con i consumi precedenti: dall’aprile al dicembre 2025, infatti, il consumatore aveva registrato un consumo reale di appena 70 Smc in otto mesi, utilizzando prevalentemente la pompa di calore per riscaldare l’abitazione.
Dopo il reclamo e l’assistenza fornita al consumatore, i consumi sono stati ricalcolati in 53 Smc, anziché i 559 inizialmente addebitati.
Ancora più rilevante il terzo caso, relativo a una fattura di 2.128,63 euro ricevuta nel marzo 2026.
Il consumatore aveva notato un improvviso e significativo incremento dei consumi a partire dal primo gennaio e aveva quindi contattato il fornitore, ritenendo che potesse esserci un problema con il contatore. I consumi registrati, infatti, non apparivano compatibili con quelli degli anni precedenti e con l’effettivo utilizzo del gas per il riscaldamento dell’abitazione.
Tra il primo gennaio e il 26 marzo 2026, giorno della sostituzione del contatore, venivano addebitati 2.149 Smc in appena 85 giorni.
Il contatore veniva quindi sostituito con un apparecchio elettronico, che registrava consumi nettamente inferiori e, secondo quanto riferito dall’associazione, più in linea con quelli degli anni precedenti.
Successivamente arrivava un’ulteriore bolletta, relativa al periodo fino alla sostituzione del contatore, dell’importo di 1.220,33 euro. Al consumatore veniva inoltre comunicato che il contatore risultava funzionante e veniva addebitato anche il costo della verifica metrologica.
L’associazione ha quindi analizzato nel dettaglio i consumi e le fatture degli anni precedenti, mettendo a confronto i dati storici con quelli contestati. Il reclamo è stato accolto e sono stati stornati 1.999 Smc.
I consumi complessivi sono stati così ricalcolati in 420 Smc, rispetto ai 2.419 Smc inizialmente addebitati.
I tre episodi, sottolinea l’associazione dei consumatori, mostrano quanto sia importante controllare con attenzione le bollette, le letture e i consumi riportati, soprattutto quando i dati si discostano sensibilmente dalle proprie abitudini.
“Sempre più spesso si verificano casi di questo tipo”, è il richiamo dell’associazione, che invita i consumatori a verificare con attenzione gli importi e i consumi fatturati e a rivolgersi a un’associazione dei consumatori quando emergono anomalie o quando non si riesce a comprendere correttamente una fattura.